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Call to action su Twitter: una formula vincente!

Agli adepti di Twitter sembrerà scontato, ma una recente indagine, condotta da Optimal,  indica che l’audience di Twitter è più piccola ma più attiva di quella di Facebook e questo rende il marketing su quel canale estremamente efficace! Eppure, sarà che un’audience attiva a molti fa ancora paura, sarà l’imbarazzo per i 140 caratteri… ma molti brand, e relativi marketer, sembrano ancora piuttosto timorosi nell’affrontare una campagna promozionale su Twitter.
D’altra parte, sia che la si consideri un’arte o che la si ritenga una scienza, il comunicare per tweet non è mai cosa semplice e, soprattutto all’inizio, quei 140 caratteri sembrano sempre troppi o troppo pochi. Occorre però tenere presente una regola fondamentale, per quanto attiva, l’audience va sempre stimolata e, più è attiva, meno ci si può aspettare che recepisca passivamente il nostro messaggio. Ecco perché, soprattutto nel social media marketing e nello specifico soprattutto su Twitter, le call to action (inviti all’azione) diventano essenziali. Il loro scopo è di coinvolgere l’utente, attivare e stimolare il suo interesse per “trasformarlo” in cliente.
La prova dell’efficacia di questo metodo arriva direttamente da Twitter. Recentemente, infatti, l'”intelligence” del social network ha condotto una ricerca, seguendo l’andamento di più di 20.000 “Promoted Tweet” (i tweet promozionali a pagamento) per un periodo di 3 mesi. In particolare è stato preso in esame il livello di engagement dei tweet che contengono call to action rispetto a quelli che non le contengono e quali “inviti all’azione” risultano più efficaci. Ecco i risultati e i consigli di Twitter:
1- Richiesta di download. Per i prodotti disponibili in download, la richiesta esplicita di scaricare il prodotto cliccando sul link frutterebbe, in termini di click sull’URL di download, un aumento del 13%! Per questo genere di call to action, i consigli di Twitter sono i seguenti:
– Dare indcazioni precise
– Offrire incentivi per il click
– Usare pochi hashtag e mention in modo che l’attenzione dell’utente sia focalizzata sull’azione da compiere
– Mettere una deadline così da indurre un senso di urgenza
 2- Richesta di retweet. Una richiesta chiara e convincente in questo senso, sembra che aumenti il numero di retweets addirittura del 311%. In questo caso le raccomandazioni sono:
– Utilizzare la parola retweet e non l’abbreviazione RT
– Spiegare perché è importante condividere il vostro tweet e offrire qualcosa in cambio, un incentivo!
– Utilizzare una formattazione semplice e chiara

 

3- Richiesta di follow. Anche in questo caso la richiesta esplicita, vince! L’aumento dei follow sarebbe infatti del 258%. Per questo genere di call to action i consigli di Twitter sono:
– Mettere in evidenza l’esclusività dei contenuti o delle informazioni a cui si avrebbe acesso
– Offrire un incentivo, come la possibilità di partecipare a contest e vincere premi.

 

4- Richiesta di risposta. Qui la questione sembrerebbe quasi lapalissiana, il miglior modo per avere una risposta è chiedere una risposta. Ovvero, e questo non è per niente lapalissiano, non è sufficiente fare una domanda! Se chiedete una risposta, queste aumenteranno del 334%. I consigli di Twitter in questo caso?
– Siate personali e originali
– Usate un registro colloquiale o comunque informale
– (E chi l’avrebbe detto…) Offrite un incentivo!
Certo a qualcuno potrebbe venire il dubbio che i dati e i suggerimenti di Twitter siano appositamente sovrastimati con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo dai Promoted Tweet da parte dei brand. La cosa non è da escludere e tuttavia la sostanza non cambia, le call to action funzonano! Il motivo in fondo è semplice e va come sempre ricercato nella natura stessa del social media marketing, ovvero il suo essere partecipativo. Non stupisce neanche che esse funzionino particolarmente per una campagna su Twitter, perché, in fondo, si tratta del social network in cui si sta proprio per esprimere e condividere i propri interessi e nel quale l’utente, anche in fatto di consumi, ha l’impressione di potere e dover partecipare alle proprie scelte. Una call to action chiara, semplice, originale e coinvolgente è esattamente quello che i vostri possibili clienti presenti su Twitter probabilmente si aspettano!Ovviamente per imparare a chiedere bisogna prima imparare ad ascoltare e se ci si è sempre fidati e affidati a media e strumenti di marketing tradizionali, sordi e monodirezionali, non è cosa facile… 140 caratteri, però, sono sempre un buon inizio!
Nicola Cicolin (Brands Invader)
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