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Instagram e l’emozione di una foto condivisa (che vale più di mille parole)

“Al commento -non ci sono persone in queste fotografie-
in genere replico
-ci sono sempre due persone: il fotografo e l’osservatore-”

 

Ci sono foto nascoste, nei cassetti delle camere, ricordi preziosi ma spesso dimenticati. Alcuni preferiscono tenerle per sé, altri mostrarle ad amici e parenti. Lo scenario è stato stravolto dall’avvento della mobile photography: ora scattiamo sempre e ovunque. L’emozione di un momento si trasforma in una storia, fatta di date, luoghi, commenti, interazioni.
C’è un luogo dove semplici scatti hanno fatto nascere interazioni creato una community attiva che condivide una passione e si ritrova virtualmente e fisicamente.
Questo luogo si chiama Instagram.
“Ho fatto delle foto.
Ho fotografato invece di parlare.
Ho fotografato per non dimenticare.
Per non smettere di guardare.”

 

Così scriveva Daniel Pennac (scrittore francese) qualche decennio fa, e più che mai il suo messaggio è valido ora.
Scattiamo in continuazione. Una foto vale più di mille parole. Resta impressa nella mente. Sopravvive nel tempo.
Instagram nasce nel 2010 ed è un’applicazione che permette di scattare foto, modificarle, applicare filtri, e condividerle istantaneamente nei vari socialnetwork. In  pochi mesi raggiunge un milione di utenti, nel 2011 viene nominata “App of the year” e nel 2012 venne acquisita da parte di Facebook.
Recentemente è stata introdotta anche la possibilità di creare e montare sul momento piccoli video di 15 secondi, anch’essi modificabili con 13 filtri.
 “A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?”
Le parole di Eugene Smith (fotografo documentarista statunitense) ben si addicono a un altro punto fondamentale della comunicazione per immagini: deve saper emozionare.
Tramite la fotografia possiamo raccontare vere e proprie storie, racconti per immagini di vita quotidiana, angoli inesplorati, suggestioni d’itinerario. Le immagini creano desiderio e spingono le persone ad approfondire.
 In ambito turistico se è vero che i turisti sono sommersi da messaggi promozionali è anche vero che preferiscono guardare piuttosto che leggere, continuano a basarsi molto sul passaparola e amano condividere le loro esperienze di viaggio in itinere.
I turisti parlano, influenzano. E’ importante che i visitatori sappiano che la destinazione è presente nel social network, siano informati sugli hashtag della località, e magari premiati per le migliori fotografie tramite contest.
Possono diventare essi stessi protagonisti e promotori di un prodotto.
Fondamentale come in ogni social network è creare delle relazioni, interagire con i clienti, essere presenti e condividere contenuti di qualità e con metodo.
Ricordate che Instagram non è solo un’applicazione, è una comunità. Non perdete le loro occasioni di incontro in giro per l’Italia: che siate o meno esperti, vi accoglieranno a braccia aperte e porteranno per mano alla scoperta degli scorci più segreti del nostro paese, nonché agli eventi più esclusivi.
Per seguire le loro attività vi consiglio il sito ufficiale (http://instagramersitalia.it) nonché le attività della vostra comunità locale.
Per migliorare le vostre abilità di mobile photography non perdetevi il primo libro a tema in Italia, “Fotografia smartphone. Scatta, elabora, condividi” di Gianpiero Riva.
Per simpatiche idee di stampa e gadget delle vostre fotografie vi segnalo: http://www.printup.net/it e http://jewelgr.am/
Serena Giust aka Escabrosa (Guest Blogger – Invader)

Photo source: www.schicchero.it

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