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Summer School Digitalmed 2013 e la smart city del futuro!

E’ vero, noi “socialcosi” subiamo più di altri il fascino di scienza, fantascienza e tecnologia. E’ nella nostra natura, in fondo, credere che esista sempre un ponte tra mondo virtuale e mondo reale, sostenere, ad esempio, che il chaos della rete, i saperi, la condivisione, l’interazione, la partecipazione online possano produrre il bene offline (ricordate la viralità del bene?). Forse siamo dei sognatori, degli idealisti 2.0, forse siamo i più accaniti sostenitori di un umanesimo digitale di cui nessuno scriverà mai il manifesto, fatto sta che quando sentiamo le parole chiave “digital”, “innovation”, “smart” etc. diventiamo particolarmente sensibili.
Ecco spiegato perché non possiamo non parlarvi di Summer School Digitalmed 2013. Si tratta di un evento che quelle paroline magiche le contiene tutte e ne contiene anche una che a noi provoca sempre una certa emozione, anche fuori dal contesto social, ovvero “interazione“.
Ma andiamo con ordine, Summer School DigitalMed è il laboratorio progettuale organizzato da Medaarch – Accademia Mediterranea di Architettura, da quattro anni a questa parte, per indagare temi, pratiche e tecniche che interessano l’attuale panorama architettonico internazionale. Che cosa c’entrano digitale, innovazione e tecnologia? Beh si da il caso che l’Accademia si proponga proprio di indagare questioni inerenti la progettazione architettonica in era digitale, i nuovi processi di fabbricazione digitale, i sistemi complessi e la gestione dei dati, ma, soprattutto, come integrare nuove tecnologie e radici locali senza perdere la visione e la dimensione umana della città.
E proprio la città del futuro, la famosa smart city, è al centro della IV edizione di Summer School Digitalmed 2013, che si svolgerà a Salerno dal 22 al 28 luglio. Ci si concentrerà su di un tema tanto affascinante quanto atavico, ovvero la ricerca di interazioni tra uomo e ambiente, attuate anche tramite oggetti, apparati e architetture capaci di dialogare con chi li usa o li esperisce. L’obiettivo è la creazione di un catalogo di progetti/prototipi che, inseriti in un contesto urbano, sappiano delineare la città del futuro. L’idea sembra quella di creare un sistema di relazioni, di scambio continuo tra virtuale e reale, informazioni e oggetti, oggetti e uomo, uomo e ambiente… una città interattiva insomma.

I partecipanti (per iscriversi c’è tempo fino al 19 luglio!) potranno acquisire nozioni di design computazionale, digital fabrication e data driven per poi passare a quei sistemi, come Arduino, che permettono l’interazione con gli oggetti, fino a toccare la permacultura e la social innovation. Inoltre potranno imparare l’utilizzo di software per la progettazione parametrica, come Grasshopper.
Che dire? Di umanesimo digitale ce n’è tanto nel programma di Summer School Digitalmed 2013 e anche di spunti per noi sognatori 2.0, ma l’aspetto (per noi) più interessante è che ai partecipanti non verrà chiesto soltanto di apprendere e immaginare ma anche di fare e, attraverso un metodo learning by doing, di lavorare su casi concreti.
A noi “socialcosi” non rimane che augurarci che l’evento abbia un grande successo continuando a fantasticare sui ponti tra reale e virtuale mentre qualcuno questi ponti li progetta per davvero, sempre auspicando che tutto questo concorra alla viralità del bene… e nello specifico del bene comune!
… A proposito, qual è la smart city dei vostri sogni?
Nicola Cicolin & Ivana De Innocentis (Brands Invaders)
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