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Reale VS Virtuale: il web è una community di persone

Da tanto tempo ormai lavoro come social media specialist e community manager, prima come freelance e da un anno come fondatrice e responsabile di Brands Invasion.
Ripercorrendo con la mente questi anni lavorativi ripenso ai tanti clienti, alle community che gestisco e che ho gestito (italiane e straniere) a cui inevitabilmente e regolarmente mi affeziono, alle dinamiche interattive del web che cambiano continuamente forma ma che sostanzialmente ricalcano quelle della vita reale (e non smettono mai di sorprendermi) ma ripenso anche alla mia seconda vita da freelance (perché diciamolo, è come rinascere sotto tanti aspetti), all’evoluzione (chiamiamola così) dei miei amici di penna, di cui conservo ancora scatoloni di anni di corrispondenza, in “amici di Facebook e Twitter” o addirittura di email.
Che siano community lavorative, community virtuali o amicizie nate o alimentate dal web vale una regola fondamentale che nessuno dovrebbe dimenticare mai: il web è fatto di PERSONE.

like a hug

Può sembrare una affermazione banale ma penso sia una regola d’oro da tenere sempre ben presente, un concetto semplice che a volta sfugge agli internauti incalliti, sia che si lavori nel social media sia che si viva in un qualunque modo una realtà virtuale che scorra parallela alla vita reale. Perché, diciamolo, il web è “quel mondo virtuale e trasparente che deve decorare il mondo reale e non sostituirlo” (da Segnale Zero).
Ma partiamo dal lavoro del social media specialist e del community manager: in occasione del Webjobs (Le Nuove Professioni del Web) ho avuto modo di parlare della mia professione, degli aspetti più significativi, delle opportunità e della gestione delle critiche online e, lo confesso, avrei voluto più tempo per approfondire la questione, per me fondamentale, del valore delle interazioni.
L’empatia nel mio lavoro è tutto, andare incontro alle esigenze degli utenti-PERSONE, prevedere le loro mosse, ascoltarli, capirli e aiutarli, creando con loro un legame che va ben al di là di azioni meccaniche e opportunistiche.
social media Con questo non voglio sminuire ne’ nascondere l’importanza di metodo, strategia e obiettivi (il “lato “marketing”), ma questi fattori sono le scheletro del mio lavoro, il vero motore sono le persone, PERSONE come noi che seguono un blog o un brand, a sua volta gestito da PERSONE (come me).
Chi ha avuto modo di gestire e poi dover “abbandonare” una community, causa non rinnovo di un contratto lavorativo, sa di cosa parlo: è una sensazione reale di nostalgia, difficile forse da comprendere per chi non ci è passato.
Ci tengo però a esaminare la stessa questione anche da un punto di vista di utente, “smanettona” e freelance, quale sono: come già evidenziato in un precedente post in tantissimi (mi ci includo anche io) stiamo sviluppando una sorta di dipendenza da social network.
I tempi del web scorrono a un ritmo serrato, ci si confronta ogni giorno attraverso i canali social, si conoscono persone, per lavoro e non solo, si collabora a distanza, ci si ritrova, a volte con una velocità disarmante, immersi in un mondo virtuale e in community del web in continuo movimento.
Si condividono appunti, pensieri, pareri, speranze, ci si tagga in foto, si fanno dediche su Instagram, si condividono playlist su Spotify, si manda un tweet di auguri a un amico social neo-papà, si danno consigli su Foursquare, ci si fotografa con un amico #dietrolalineagialla, si progetta un corso di formazione in chat. Tutto questo io lo amo e tutto questo è web 2.0.
#socialbirraMa anche in questo caso mai e poi mai perdere di vista quello che conta veramente: il web (social network in primis) a volte ci aiuta a colmare solitudini e distanze, ci aiuta a rendere più completa e interessante la nostra vita, ma la vera forza del web sono le PERSONE e (almeno per me) non ha senso un networking virtuale senza un networking reale.
Una risata o quattro chiacchiere di persona, un confronto, un concerto o una birra insieme valgono più di mille tweet e di mille chat virtuali.
Chi mi conosce e conosce Brands Invasion sa quanto questo conti per me e sa che è alla base della mia vita sia personale che lavorativa (diciamolo, abbastanza intrecciate tra loro).
Invito quindi tutti voi, nativi digitali, smanettoni o freelance, a provare a proporre un caffè a un amico di Twitter, a creare occasioni di incontro (ludiche o lavorative che siano), a fare “rete” e community anche nella vita reale, a spegnere ogni tanto il pc e lo smarphone e riscoprire il piacere di guardare negli occhi il vostro interlocutore.
Non c’è un giorno in cui non considero i social network una fortuna e un’opportunità non solo per il mio lavoro ma per la mia vita, quella REALE, quella fatta di contatti veri, amici, collaboratori, persone lontane che si vedono poco e si sentono tanto sui social con cui si può creare un vero legame, fatto magari di tanto momenti online che, diciamolo, non avranno mai la stessa magia di quelli offline.
Dedicato agli invader, alle mie community virtuali e “reali”, ai miei amici social.
E dedicato a Franco Fosca e ai suoi insegnamenti di vita.

 

Ivana De Innocentis (Brands Invasion Founder & Community Manager)

 

5 commenti
  1. Grande Ivana 🙂

    • Felicissima che ti sia piaciuto! Ovvio, la dedica era anche per te, ex (si fa per dire!) “socialfriend”, ora soprattutto friend 🙂 Ivana

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