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Il lato (sempre più) social di LInkedin!

Nonostante, o  grazie alle sue peculiarità di social network professionale, Linkedin continua inesorabilmente a prosperare.  All’inizio del 2013 i suoi utenti hanno raggiunto i 200 milioni, 4 milioni in Italia. Eppure il cruccio dei suoi ideatori e dei suoi sviluppatori è da sempre il miglioramento del lato social del network per fare in modo che gli utenti vi passino sempre più tempo, sviluppando interazioni, condivisioni, discussioni, animando, insomma, quelle dinamiche sociali che, fatta eccezione per qualche “gruppo”, appaiono ancora un po’ fredde e ingessate.
D’altra parte lo sviluppo del lato social di Linkedin è probabilmente l’unica via per mettere a tacere i detrattori del social network professionale che lo accusano da sempre di essere bello e inefficace (ricordate l’articolo dell’invader Loffio sugli strumenti 2.0 per cercare lavoro?). E’ del tutto evidente infatti che se l’obiettivo è quello di essere una piattaforma per il social recruiting, non basta offrire la possibilità di pubblicare online, in maniera chiara, condivisibile e accattivante il proprio curriculum e la propria storia professionale.  Alla base deve esserci l’opportunità di “socializzare” le proprie competenze, di esprimerle cioè attraverso dinamiche social: condivisione, discussione, interazione. Chi cerca o offre lavoro sui social network, in questo caso su Linkedin, non può limitarsi a considerare le competenze professionali desumibili da un CV ma le deve poter esprimere o verificare in base a quello che si condivide dal profilo, a quello che si commenta, a come e a quale rete ci si costruisce attorno!
Non è un mistero che Linkedin non sia partito particolarmente attrezzato da questo punto di vista. Pur essendosi da subito proclamato come il luogo dell’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, non ha inizialmente fornito ad aziende e singoli utenti molti strumenti che agevolassero questo incontro. Ciò nonostante va dato atto agli sviluppatori del social network che, soprattutto recentemente, gli sforzi per rimediare a questo gap sono stati pressoché costanti e molte sono le novità introdotte.
L’ anno scorso è stata introdotta una nuova veste grafica che consente agli utenti un approccio più comunicativo, ha fatto seguito una timeline navigabile, la possibilità di condividere foto, video e documenti e l’introduzione della menzione con notifica diretta ai propri collegamenti. Inoltre, all’inizio dell’estate, il team di Linkedin ha deciso di intervenire sulle statistiche e sulla tracciabilità dell’attività degli utenti in rapporto ad altri profili. Sul blog ufficiale  sono state annunciate, a questo proposito, due importanti novità. La prima è una nuova sezione del profilo, “You recently visited”, una sorta di centro notifiche, limitato agli ultimi 14 giorni, che permette di rintracciare i profili o i gruppi visitati, i commenti lasciati su altre bacheche e, addirittura, le ricerche effettuate utilizzando il motore interno.
La novità più interessante è stata però “Who’s Viewed Your Updates” con cui si ha la possibilità di conoscere l’identità di chi ha visualizzato ogni singolo post pubblicato sulla propria bacheca. L’idea è che se un utente viene a sapere che, non soltanto il proprio profilo ma anche un determinato post, sono stati visitati da un profilo sconosciuto, avrà più elementi per capire quanto quel visitatore sia interessato alle sue competenze e di conseguenza sarà maggiormente invogliato a mettersi in collegamento con quell’utente con cui altrimenti non sarebbe mai venuto in contatto. Naturalmente Linkedin si augura che questo stimoli l’interesse dell’utenza e la permanenza all’interno del social network, aumentando il traffico e l’engagement tra utenti.
Staremo a vedere quali saranno gli effetti dei recenti aggiornamenti, ma, francamente, l’impressione è che nel corso dell’ultimo anno l’habitus dei frequentatori di Linkedin si sia lentamente fatto più social e questo sicuramente anche grazie agli strumenti e alle funzionalità che di volta in volta il social network ha saputo introdurre e modificare. D’altra parte, al di là dei proclami, poche piattaforme hanno introdotto così tanti cambiamenti sostanziali in così poco tempo. Tuttavia, il punto debole a livello di engagement, a questo punto, rimangono le pagine aziendali, troppo statiche, passive, poco interattive e difficilmente integrabili con gli altri canali social (ovviamente nella versione gratuita!).
E, a proposito di pagine aziendali, venite a dare un’occhiata se vi va a quella di Brands Invasion 😉
Nel frattempo, mentre Linkedin prosegue la sua “politica dei piccoli passi”, un po’ di Netiquette e alcune piccole “attenzioni” possono migliorare la nostra presenza sul social network come dire: “Aiutati che Linkedin ti aiuta!”.
Innanzitutto impariamo a osservare bene i profili di colleghi, ex colleghi, collaboratori o di coloro di cui conosciamo direttamente la storia professionale. E’ buona prassi in questi casi confermare le competenze altrui per aver confermate le proprie, guadagnando così in visibilità. Come in ogni altro canale social è bene pubblicare post interessanti, inerenti i propri interessi professionali, ma come negli altri canali è anche buona regola consigliare, commentare e condividere i post altrui se vogliamo che qualcuno legga i nostri. Partecipare ai gruppi è utile, ma anche in questo caso essere attivi all’interno del gruppo non significa semplicemente pubblicare un contenuto ogni tanto, è più utile pubblicare poco ma seguire con attenzione, partecipazione e competenza le discussioni avviate da altri. Curate il profilo in ogni dettaglio, ma non limitatevi a questo, agite e interagite e ricordate regola social per eccellenza “fate agli altri quello che vorreste che gli altri facessero a voi!”

Nicola Cicolin
(Brands Invader)

 

(Photo courtesy of www.webnews.it)
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