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Non è un social per buoni (PRIMA PARTE)

N.B. Non è un social per buoni… e questo non è un post normale. In un momento di “blocco dello scrittore” ho messo in palio una birra sui social al primo che mi aiutava a trovare un titolo per questo post. In fondo alla pagina troverete l’elenco completo dei titoli proposti, votate nei commenti quello che vi piace di più, sarà scelto per la SECONDA PARTE!* 😉

Post anti social buonismo

Nel precedente post condiviso del blog di Brands Invasion su Gioie… anzi Dolori del Social Media Specialist è stata evidenziata “un po’” di frustrazione nei confronti di diverse categorie di internauti. Proviamo a elencarne le principali:
– quelli che si prendono troppo sul serio
– quelli che praticano il “support for support”
– i narcisisti malati di autoscatti (gambe al mare, gattini, pupi e quant’altro)
– quelli che praticano l’autoreferenzialità come stile di vita
– i rompipalle / fancazzisti, che ti martellano di richieste e domande e che pensano
che “sei freelance, lavori da casa, in pratica cazzeggi tutto il giorno”
– i “positivi a tutti i costi” (categoria che stavolta ci interessa particolarmente!)
Diciamolo, lavorare con clienti pazzi e perennemente insoddisfatti è già frustrante così come spesso è estenuante lottare con i problemi tecnici del web ma quello che spesso ci fa girare le scatole sono proprio gli altri “compagni di social network.
E allora questa volta sono qui a chiedervi di mettere da parte il buonismo anzi, di  calpestarlo un po’, e immaginare una giornata sui social network in cui potete dire quello che volete e insultare a piacimento! Immaginate che a mezzanotte (stile “Ricomincio da Capo”) tutto quello che avete compiuto in quelle 24 ore magicamente sparisca.
Immaginate ad esempio di defolloware selvaggiamente tutti quelli che tifano per la  vostra squadra avversaria, di pubblicare la foto in mutande del vostro ex datore di lavoro, di mandare a fanculo la vostra ex con un bel video su Youtube, di pinnare le foto dei vostri amici dichiarando ufficialmente quanto vi hanno fatto schifo, di prendere a parolacce a cuor leggero un politico su Twitter ecc ecc.
Ed eccovi allora i primi 5 contributi selezionati tra i tanti arrivati, da leggere TUTTI, fino in fondo… non barate! (non ve ne pentirete!)
Preparatevi: sono cinici, divertenti, satirici e… cattivi al punto giusto!
Ah dimenticavo: qualcuno è uscito un po’ fuori traccia, ma visto che il blog è mio e sono politically incorrect faccio quello che mi pare 😉
Ivana De Innocentis (Brands Invader)
1) Gian Marco Cattini 
Se stai leggendo questo messaggio vuol dire che sei arrivato alla fine del viaggio e che il tuo sforzo sarà ricompensato. Sappi che loro esistono, ci osservano e presto o tardi ci invaderanno, per quanto mi riguarda sappi che mi chiamo Gian Marco Cattini e mi è stata data un’opportunità unica nella vita. Un giorno ricevo una mail, mi informa che ho vinto un premio, ed al tempo non sapevo che ogni vincita porta con se un prezzo, tutto contento l’ho reclamato sul sito riportato nel testo del messaggio e con mia somma sorpresa ho trovato al suo interno la risposta a tutto, una dispensa per agire, dire e fare ciò che mi pareva per 24 ore. Sciocco a non pensare alle conseguenze ed al male che avrei provocato libero dalle catene di morale e bene pubblico, ma ormai è tardi per tornare indietro. Ho cominciato da subito, inveendo pesantemente contro tutti i gruppi musicali pop del momento, ho voluto divenire per un giorno il più grande Haters che la storia di Tweeter abbia mai avuto, ho ironizzato,umiliato e storpiato ogni singolo componente di boy band.
Mi sono creato un profilo fasullo su Facebook, raffigurante una bella ragazza, ho raggiunto i 5000 amici postando da prima foto di nudi non miei e spacciarli per tali, per poi virare drasticamente e condividere solo aggiornamenti delle fan page che gestisco.
Mi sono creato un account Pinterest appositamente per sbeffeggiare ogni fashion blogger del pianeta rispondendo ad ogni loro post con una sola frase per tutti “ma come ti vesti”.
Ho creato un video risposta per tutti  i video TAG di Youtube dove si vede esclusivamente il mio dito medio.
Infine stanco, ma ancora non sazio, mio dito medio. Infine stanco,ma ancora non sazio ho provveduto di persona ad seppellire la SEO perché tutti dicono che è morta, ma continua ad andare in giro indisturbata.
Tu che leggi questo mio appello stai attento quando ti regalano un sogno potrebbe diventare una trappola, ora io come tanti altri vago nell’ombra alla ricerca di un punto di Klout che non arriverà mai.
2) Il Fabbricante di Spade
Postinduemilacaratteri
La Fiera di #Sticazzi si svolge su Twitter, ogni giorno. È una sorta di Fiera dell’Est, dove i Teologi del tweet diffondono il verbo di Woodstock, Peace&Love, col cinguettio che scorre sul touch ossessivo-compulsivo. E mentre con una mano profetizzano, con l’altra sul volante ti tagliano improvvisamente tre corsie per uscire a 90 all’ora dalle rotonde, portando su noi tutti la Pace e l’Amore.
Cercavo risposte.
E allora salii sul monte Sinai. Mi inerpicai con fatica, passo dopo passo fino alla cima quando giunse, inaspettata, la voce del Signore. Egli, nella sua infinita saggezza, mi disse “Ed io ti darò dei Comandamenti, che rappresentano la mia volontà. Porterai le Tavole della Legge al tuo popolo e loro ti obbediranno.”
Sopraffatto dalla curiosità, poggiai a terra le Tavole e lessi tutto d’un fiato. Sospirai.
Ok, Dio non c’entra.
Dunque, dove cazzo l’hanno letto le Twitstar che devono rispondere solo a chi ha più di 1000 follower?
Cercavo risposte.
E ne ho avute. Tante, tantissime. E ho ascoltato e ascoltato finché, un giorno, ho capito.
Impossibile tentare di dare una definizione di Twitstar senza dire almeno una minchiata.
Donne che postano foto di tette. Ci sta, ognuno è libero di esibirsi come gli pare. Devo però capire in quale anfratto della mente femminile è celata la consapevolezza che a noi twitteri freghi una beata minchia delle loro foto con le gambe all’aria al mare, dei loro cambi d’abito allo specchio per improbabili appuntamenti galanti, delle pose a 45° davanti allo specchio col faccione a ¾ che intasano la nostra Home.
A tutte voi, lorem ipsum dell’uccellino azzurro, svelerò un segreto: l’Estetica esiste anche sui Social Network, ma non è quella che vi insegna la vostra estetista.
 …
L’alba. Dal bagno, leggo il primo tweet.
Flavio Briatore: Buongiorno followers e buona domenica.
Briatore, di followers, ne ha 134538. E se li porta tutti sullo yatch, ogni domenica.
Grazie Flavio, sempre felice e ottimista. #Graziealcazzo.
3) Ignazio Iuppa
Ecco i profili che personalmente odio di più e che in una sorta di contrappasso dantesco rappresentano i miei gironi infernali. Nel mio “giorno della verità” ecco cosa direi loro.
1. e 2.  Gli spammoni degli eventi e degli inviti ai giochi su Facebook
Dico a te che continui ad invitarmi a concerti fuori Roma di cover band di cui non me ne frega un cazzo. Ma se non sono mai venuto ad una serata perché continui ad inviarmi queste notifiche?
E tu, spammone, sei solo la punta di un iceberg, e se Facebook è il male è anche un po’ per colpa tua. Vogliamo parlare di chi mi invita ad eventi dall’altro capo dell’Italia sapendo benissimo che io abito a Roma? E a te che continui ad invitarmi a giocare a “Pet Rescue Saga” o a tutti quei giochini time waster su Facebook dico che so già benissimo come sprecare il mio tempo anche senza queste stupide appilicazioni.
Bannati!
3. Le bufale su Facebook
Il terzo girone è quello dei “Creduloni”. Loro si sentono più svegli degli altri, sempre sul pezzo e i più furbi del mondo e riempiono il tuo newsfeed di cazzate! La loro missione è diffondere la verità sulle scie chimiche e sul falso atterraggio lunare. Vogliono svelarti che Andy Guerrero è ancora vivo, che c’è un virus informatico pronto a fregarvi tutte le vostre password che si spaccia per “Andrea Agnelli” detto anche “Monosopracciglio 27“. Sono quelli che pensano di illumiravi sulle notizie più scomode e sulle verità del mondo e invece hanno il cervello spento.
Bannati!
4. Le aziende dalle pagine personali
Se una nuova tassa deve essere messa per far quadrare i conti della Finanziaria, ne inventerei una al 65% del fatturato totale per quelle aziende che creano pagine profilo e poi ti inviano il contatto di amicizia. Ma certo cara azienda, certo che accetto la tua amicizia, sarà così bello chattare con te e sarò più disposto a comprare ciò che vuoi vendermi. Sì, come no, fottiti!
5. La selfie dalla duckface
In ogni dannatissima foto parli di te: del vestitino che hai indossato, di come è carina la tua nuova pochette, del tuo look così vintage. E in ogni foto che scatti usi sempre quella dannatissima espressione con il muso a papera! Pensi che sia questo che ti farà avere tanti like alle tue foto? Beh principessina, sai dove te la puoi ficcare quella tua espressione?
Insomma, l’inferno esiste e molte volte di manifesta sui social network.
Questi contatti sono lì a lavorare per il Karma che in qualche modo ti ripaga per il male “social” che hai fatto e che hai dimenticato.
 4) Camilla Serri
A te che non rispondi alle mail, in cui ti invito agli eventi e poi hai il coraggio di parlare male di me con me… si è successo, mi sono sentita dire: “ma sai che la social media manager non mi ha mai inviato nulla”… ed ero io… ecco, a te io auguro che ti si scarichi il cellulare in un posto in cui non c’è nulla e non puoi presentarti come: SONO UN INFLUENCER. E possibilmente mentre hai la chiamata della vita che ti attende
A te che ti presenti come “MARIO ROSSI blogger” e pretendi trattamenti di favore, che usi i gattini per alzare il klout (salvo poi dire che IL KLOUT NON ESISTE), ti auguro che per 24 ore l’unica cosa che ti  propone spotify sia GIGI D’ALESSIO. Solo quello.
E che quando tu, forte della tua posizione, arrivi a taggare a GIGGI per farti fare uno shout out, che il popolo di GIGGI ti trolli tutta la pagina, aiutato dalle fans di tutti quelli di Amici della De Filippi, Justin Bieber e i One Direction, così per solidarietà.
– Scusate, io quelli che se la tirano non li sopporto: che chi fa il prezioso possa finire in una caverna con l’unica compagnia dello snake del nokia 3310, solo che dato che ormai la tecnologia è avanti, lui non si ricordi manco come si gioca, e perda vite su vite
– E poi tu, tu che solo perché hai aperto un blog e hai amici che magari ci lavorano nei social media, credi di essere diventato il nuovo guru del web, che ti venga davvero la faccia. LA FACCIA DA GURU.
– Io lavoro negli eventi, ergo invito un sacco di persone. Ecco, a quelli che in cambio mi chiedono le esclusive (ti sto invitando ad un evento gratuito, se vieni o no non mi svolti la giornata) io vorrei solo augurare di trovarsi vestito da emo nel bel mezzo della battaglia epocale emo contro truzzi.
5) Benedetto Motisi
Ciao!
Sono Benedetto Motisi aka SEOJedi: quelle che vado ad elencare sono True Story al quale ho dato due sbocchi: uno “reale” e uno “avrei tanto voluto” che delineano il confine sottile fra il Lato Chiaro e Lato Oscuro della Forza di alzarsi ogni giorno per lavorare sotto botta 😉
Sono piccole esperienze da prendere con più LOL per evitare di sbroccare in stile Anakin, ognuna delle quali ha un titolo che ricorda un po’ gli episodi delle commedie italiane collettive anni ’80.
Buon divertimento 😀
1 – “Scaricato”
In un’agency in cui ho lavorato c’era un mio collega – molto bravo – che a causa del suo contratto troppo “pesante” è stato defenestrato da un giorno all’altro con la complicità di un sistema societario che ne permetteva il licenziamento senza giusta causa.
Risvolto reale: il tipo ha messo in pratica quanto diceva ridendo sotto i baffi in pausa pranzo. Ha “scaricato” sulla scrivania del direttore marketing prima di andarsene.
Avrei tanto voluto: farlo anch’io quando me ne sono andato. Mi sono limitato a pisciarli, nel senso romano e non fisiologico del termine, pochi giorni prima di Natale. Fa meno schifo ma più Grinch.
p.s. Lo so che sei curioso, ma non trovi la società sul mio LinkedIn, per motivi che magari approfondirei davanti una birra 😀
2 – “Mercato del pesce”
Tempo fa mi era arrivata un’offerta di lavoro piuttosto particolare: hai presente le dirette testuali delle partite sui siti come la gazzetta? Ecco, scrivere quelle ma per N partite anche in contemporanea. Periodo di prova tre mesi non pagato. Ho rifiutato, dicendo che era un’offerta fuori mercato, mi è stato detto di essere un ingrato e che “il mercato che conosco è solo quello del pesce”.
Giusto un mesetto fa, il tipo che mi aveva fatto questa offerta, mi aggiunge su LinkedIn cercando lavoro.
Risvolto reale: l’ho semplicemente segnalato come spam.
Avrei tanto voluto: dirgli che avevo pronto un lavoro per le sue competenze e dargli come sede di colloquio Porta Portese. E farcelo andare anche.
3 – “Marketing chirurgico”
Progetto: portalone di servizi dentistici. Dopo 2 mesi di riunioni a vuoto che hanno portato solo alla riduzione del budget e 6 mesi per aspettare un primo acconto poi stornato, il dott.infam.figl.di farabutt sbrocca in conferenza perché il capo-progetto è sparito (e qui ha ragione) e dicendo che ha perso 8 mesi a causa di questi “ventenni del web” e che ci veniva a prendere a casa per menarci.
Risvolto reale: Gli ho dato il mio indirizzo. Lo sto ancora ad aspettà.
Avrei tanto voluto: Diffondere l’audio della chiamata sul web con il suo nome e cognome. Così per confermare la serietà di certi baronetti italiani.
4 – “Commesso”
Collegato all’episodio precedente: il capo-progetto nel frattanto aveva dismesso partita iva e abbandonato tutto senza dire niente a nessuno per mettersi a fare il commesso in un negozio di pc. Per carità eh, io sogno di aprirmi una fraschetta ad Ariccia, ma non puoi fare Houdini e lasciare nella cacca cliente e collaboratori.
Risvolto reale: sono riuscito a fargli restituire l’acconto del progetto dentistico perché se l’era pure tenuto.
Avrei tanto voluto: entrare nel negozio mentre era il suo turno e fare una scenata dicendo che mi aveva venduto un hard disk fallato (portandomi dietro uno mio vecchio rotto). Ma sono un pessimo attore.
5 – “Webstar”
C’era un personaggio con il quale mi sono confrontato che gestiva il portfolio di un’agency con clienti veramente della madonna. Il tipo asseriva di essere una webstar perché era seguito su Twitter da personaggi del mondo dello spettacolo. Lo spettacolo invece lo dava lui perché non era seguito ma SEGUIVA.
La cosa abbacinante è che chi l’ha selezionato non conoscendo bene la differenza fra following e follower l’ha assunto proprio per questo.
Risvolto reale: mi sono limitato a far notare la differenza in sede di una riunione dove si cercava di escludermi da un progetto interessante (la webstar diceva di essere tale anche per la SEO).
Avrei tanto voluto: sputtanarlo in pubblico, sui manifesti, nei cieli con le scie chimiche. Ma bisogna essere congruenti. Mi sa che una volta tanto il risvolto reale è stato più efficace.
… Spero questi episodi ti abbiano caricato a mille. Ora vai la fuori e azzannali, tigre 😀
TO BE CONTINUED…
 * idee per il titolo della SECONDA PARTE (grazie amici!!!):
1) “Not so social network” (Lorenzo Fantoni)
2) Social a Chi? (Francesco Sarubbo)
3) The dark side of the social (Gianfranco Pastore)
4) I social nel loro piccolo si incazzano (Gian Marco Cattini)
5) Social? #esticazzi (Francesco Del Franco)
Lasciate un commento e votate il contributo preferito e il titolo preferito per la SECONDA PARTE! 🙂
12 commenti
  1. La 4, la 4, prima che v’incazziate davvero 😛

  2. Ragazzi, siete magnifici nella vostra Cattiveria.
    Talmente Oscuri che, a malapena, riesco a vedervi. Ma le vostre parole le sento, eccome, invadere il web come una Malefica Presenza.

    Orgoglioso di esser stato selezionato con Voi. Come in una “Compagnia dell’Anello” in partenza da Mordor verso Granburrone…

    In trepidante attesa della seconda parte, complimenti a tutti ma (passatemi il termine) devo essere spietato e fare un solo nome per il titolo:

    4) I social nel loro piccolo si incazzano (Gian Marco Cattini)

    E per tutti quelli che si offenderanno leggendo il post cito Francesco Del Franco:
    #esticazzi

  3. Nell’ultimo venerdì di un mese folle, in previsione di due mesi da incubo, in cui i clienti non rientrano nelle fosse il 2 novembre ma ne escono per tormentarti fino a Natale (incluso), questo post è un toccasana. Mi avete migliorato la settimana!

    E voto il 4, perchè è meglio per un sacco di motivi, compreso che a volte anche i consulenti si incazzano, e vorrebbero tanto averlo un post del genere da leggere nei momenti bui!

    In ogni caso… cito Benedetto… e torno fuori a sbranarli !

  4. I social nel loro piccolo si incazzano mi pare un bel titolo per la seconda parte 🙂

  5. Fantastico…. e voto il nr 4 – I social nel loro piccolo si incazzano (Gian Marco Cattini)

  6. Grandiosi *_* trememandamente crudeli tipo mignolo con il prof.

    Per la seconda parte propongo “Associaltacci tua!”

    • Caspita che hai tirato fuori dal cilindro: “Mignolo col prof”?!

      Nemmeno mago Silvan può tanto…
      Chissà se qualcuno ci capisce a tal proposito. Ah, bei ricordi…

  7. Intanto GRAZIE per i 10 minuti di spasso e di #social-cattiveria, in particolare a Camilla Serri e Benedetto Motisi.
    Sulla scia di questi spaccati di vita, vorrei dire a te, che non ha visto la luce nei miei occhi quando realizzo un progetto, è che semplicemente perchè ancora non ti ho dato fuoco… 😀 #sischerza?! Mah!
    Per il prossimo post voto la numero 5: Social? #esticazzi (Francesco Del Franco).
    Ciao a tutti gli #Invaders!

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