Diffondi il tuo Brand, Migliora la tua Comunicazione, Invadi il Web!

Anche i social nel loro piccolo si incazzano (SECONDA PARTE)

Come promesso eccoci di nuovo nel “lato oscuro” del social, pronti ad accogliere la seconda parte del guest post anti-social buonismo!
Pensavate di aver letto di tutto ma ne vedrete ancora delle belle!
Buona lettura e, anche stavolta, lasciate un commento e diteci qual è il vostro social cattivo preferito!
Grazie ancora a tutti coloro che hanno partecipato! (… to be continued?)
Ivana De Innocentis (Brands Invader)

1) Francesco Del Franco
Non ho seguito nessuna linea guida. #echecazzo
Odio dover scrivere post seguendo linee guide, odio avere un massimo di battute, odio il minimo, odio gli elenchi puntati, odio le quadrature, odio la perfezione, odio la ricerca della perfezione, odio quelli che io c’ero prima del web, odio il web, odio quelli che non sanno cosa sia il web, odio quelli che tanto il web è solo una cazzata, odio quelli che non hanno vissuto i forum, odio quelli che i forum non sanno nemmeno cosa siano stati, odio i social network, odio quelli che non c’erano prima dei social network, odio chi condivide i gattini, odio la discriminazione animale sul web, odio la tenerezza, odio gli emo, odio gli autoscatti riflessi, odio le foto di facce a cazzo, odio i dettagli fotografati male, odio i dettagli porno scattati per strappare qualche cuoricino, odio le foto senza messa a fuoco, odio i tramonti fotografati male, odio le foto scattate con la reflex postprodotte per 12 ore e spacciate per foto fatte con l’iPhone, odio quelli che prima di Instagram c’era Flickr, odio quelli che non hanno un account su Flickr e parlano di fotografia, odio quelli che postano solo foto, odio quelli che postano solo frasi fatte, odio quelli che cercano la poiesi nel postare foto annesse a frasi fatte, odio che questa roba funzioni per la pagine Facebook, odio le miliari di pagine Facebook, odio quelli che sanno quando postare i contenuti, odio quelli che postano senza sapere quando postare, odio l’EdgeRank (meglio noto come algoritmo a cazzo di cane), odio quelli che non mettono like nemmeno a pagarli, odio quelli che mettono like ad ogni cazzo di foto di gattino, odio quelli che non condividono mai la fonte, odio le condivisioni a catene, odio le catene di Sant’Antonio condivise, odio il non saper cercare la verità, odio che la verità sia così nascosta, odio la controinformazione, odio i complottisti, odio le scie chimiche, odio la semiotica degli zingari sui citofoni, odio i politici su Twitter, odio i grillini che non accettano l’ironia di Twitter, odio i VIP su Twitter, odio quelli che su Twitter c’erano prima di Twitter, odio chi compra i follower, odio chi ne ha troppo pochi, odio chi scrive quando è al cesso, odio quelli che ti devono dire sempre dove cazzo stanno (fanno rosicare), odio selezionare chi seguire (che cazzo ne so perché devo seguirti), odio i retweet compulsivi, odio chi non fa mai un cazzo di retweet (leggi ogni tanto!), odio le conferenze stampa, odio quelli che stanno ad ogni cazzo di conferenza stampa, odio che debbano dirtelo per forza (fate rosicare pure voi!), odio quelli che vorrebbero essere pagati mille euro per stare a una cazzo di conferenza stampa, odio i brand che so fare tutto io, odio i brand che hanno cugini che fanno tutto, odio i cugini di tutti, odio il lavoro approssimato, odio che chi vive di lavoro approssimato faccia più soldi di me, odio tanto l’ads di Facebook me lo faccio da solo, odio ma perché l’ads di Facebook non funziona come quando me lo facevi tu, odio quelli che lo sapevo scrivere anche io un post del genere, odio che abbia copiato male una prefazione del maestro Mimmo Repetto, odio che tutto ciò mi tiri giù dal letto ogni lunedì mattina perché il web necessita dei suoi “Ghostbusters” ma io mi senta solo Slimer.
2) Acrossnowhere – SEO & Social Media Strategist
Tu sei il guru. Sei quello che ha ragione. I guru hanno la ragione dalla loro parte. Sempre.
Non puoi proprio discuterci con i guru. Non importa che tu abbia dati, teoremi e assiomi.
Tanto quando sono in difficoltà in una discussione dicono che “te non vuoi proprio capire” e chiudono il dibattito.
Sai cosa, caro guru? Sei tu che non vuoi proprio capire. Unfollow forever.
Tu sei quello che mi spamma di immagini Facebook.
Tu condividi immagini perché odi il cancro, perché ci sono 5 giovedì nel mese di ottobre ed è la prima volta da [inserire numero casuale] anni e non capiterà per altri [inserire numero casuale] anni e perché ami la Nutella.
Sei l’equivalente di una piaga d’Egitto. Non ti sopporto più. Te lo giuro. Sei l’apostrofo rosa tra le parole “SMETTILA” e “[inserire parolacce varie]”.
Tu sei più infido. Tu sei quello che prende cose che non sono sue e le spaccia come tali. Sei quello che non mette mai la fonte. Fonte? Chissenefregadellafonte. Te ne vanti pure. Ti dico un segreto: tutti sanno che ciò che posti non è farina del tuo sacco.
Tu sei quello che non sa usare Google. Non è che ti odio. Mi fai tenerezza. Sei quello che crede ad ogni cosa che gli passa davanti, perché se è su internet vuol dire che è vero. Non si scrivono mica stronzate su internet. E’ proprio illegale. Tra illuminati, scie chimiche e teorie del complotto varie è difficile districarsi, ma basterebbe una ricerca su Google… Nel dubbio comunque ti defollowo e mi sento già più zen. Coincidenza?
E infine ci sei tu. Tu sei il peggiore di tutti. Tu sei quello del “non sono razzista/sessista/omofobo, ma…”. Vuoi sapere una cosa? Tu sei razzista/sessista/omofobo. Solo che non te ne rendi conto. Il che non è una scusante. Sei uno dei miei incubi peggiori. Sei incapace di affrontare un dibattito. Sei il “radical chic”. Ti senti confortato quando Andrea Scalzi la pensa come te. Io ti odio. E tu sparirai per sempre da tutti i miei social. Come per magia.
3) Giulio Riotta
Nell’attesa dello scoccare delle 24h fatidiche mi preoccuperei d’assumere lo status di “ubriaco, ma non troppo”, così da dimenticare alcun freno inibitorio involontario.
E’ mio dovere morale, prioritario e imprescindibile insultare per prime tutte quelle donne che hanno speso almeno 20 secondi della loro vita a realizzare e pubblicare i loro autoritratti “tettosi” in cui la loro testa occupa soltanto 1/6 della fotografia. Vi basterà incontrarle per strada per constatare come il loro culo equivalga ai 4/6 della loro figura intera.
In seconda battuta mi dedicherei a spernacchiare tutti quei pseudofotografi esistenti solo nei social network, come Instagram o Facebook, e che campano di MI PIACE. Ogni like è fondamentale per accrescere il loro mini-ego artistico.
Presuntuosi e altezzosi esseri dalle gallery ricolme di ‘repper’ from Tiburtina place o milf dell’ultima ora nonché rappresentanti della cellulite SpA.
Se solo avessi 24 ore di sfogo libero manderei loro l’invito ad un nuovo format televisivo: il Tette&Friends, prodotto dal figlio di Schicchi e presentato da Scialpi, sicuramente loro degni compari.
4) @SteekHutzee
A quanto pare l’internet non è tanto più diverso da uno sport, con la sola differenza che invece di far calare la panza la faccia aumentare, dicono per sedentarietà ma secondo me son tutte bugggie degli invidiosi delle palestre che stanno li a sudare e vedono gli altri belli tranguilli a mangiare sghifezze.
La branca dell’internet che andremo ad analizzare oggi (e a questo punto fatemi partire la sigla di Quark) è la sua sezione più attiva e forse meno nerdistica, ma solo perché supposta (non quella “supposta”) essere di più facile uso, è il SOCIAL MEDIA.
Il Social Media comprende tutto quello che ha nel suo “immezzo” i famigerati Social Network, frequentati da un insieme di persone che partono dal normale (pochi) al dissociato (tanti) e che si mettono in comunicazione tra di loro raccontando la rava e la fava dell’inutilità e si gongolano a vicenda. Possiamo e dobbiamo metterci pure strumenti come blogs, videos, e sarcazzos, che persino Torquemada ai tempi dell’Inquisizione bollò come inumani.
Come ho detto all’inizio, c’è da distinguere una “amatorialità” ed un professionismo: infatti gli agonisti dell’internet hanno trasformato l’uso dei Social Media in qualcosa di potenzialmente produttivo e remunerativo e quindi non solo come “cose per perdere tempo tra la pausa caffè e la pausa pranzo in ufficio”.
Difatti i Social Media sono entrati di diritto nell’olimpo della comunicazione, diventando strumenti importati nella mani di Brand e Aziende, grazie agli sforzi di gente seria ed intelligente che è riuscita a dare credibilità ad un nuovo settore legato ad internet dopo le bolle anni 90 e primi 2000 dell’internet (sì, mi sono visto Wall Street 2 prima di scrivere questo, e ALLORA? E non dimenticate mai che FERRO AZZURRO AMA ANACOT ACCIAIO).
Ora la mia domanda è una: pensate che le persone citate prima siano quelle più note?
E quale risposta vi state dando, miei piccoli lettori? ESATTAMENTE… Non è così, e comunque mentre leggi potresti anche toglierti le dita dal naso, che ti vedo.
Navigando l’internet, tra blog e social network troverete tante persone giudicantesi “Social Media Qualcosa” che pubblicano un sacco di contenuti e dicono di avere un sacco di idee per migliorare il mondo e l’internet, che scrivono libri su come fare successo su Facebook o sul Twitter, con mille milioni di seguaci osannanti pronti a citarli e diffonderli manco fossero nuovi Cristi in terra, o meglio GURU.
Gente che predice il futuro da palchi manco fossero Nostradamus e poi non mi dicono mai cosa faccia il Cancro in amore.
Gente che si raggruppa tra sé e sé creando comitive manco si fosse alle medie o fossero le peggiori commedie americane (ma senza la sfigata occhialuta che poi si rivela essere una figa pazzzzzesca).
Gente che si circonda di gente così e pensa che quello sia il pubblico standard di internet, quando invece c’è così tanto di becero da scoprire.
Gente che magari dice anche cose giuste e le dice bene ma che poi sono delle insopportabili teste di vitello.
Gente che, anche, non si è appellata da sola ma è stata appellata quale “social media qualcosa”, che sanno mettere due parole in croce, ma poi non sanno usare gli strumenti che hanno davanti.
Ma c’è anche chi fa del bene, chi realizza idee geniali, chi comunica in maniera intelligente, chi sa fare il proprio mestiere e sa pure essere simpatico e alla mano.
E questi solitamente sono disoccupati.
Poi però c’è anche l’altro versante di questo mondo.
Il versante di chi vede tutto questo da fuori, di chi magari vuole provare ad entrarci per guadagnarci qualcosa, o usarli a proprio vantaggio.
Il versante di chi, scontrandosi con i risultati mirabolanti che la gente spara a dritta e a manca, nascondendo magari quelli in cui ha fallito miseramente, crea delle aspettative.
Mescoliamo il tutto anche con una dilagante ignoranza che NON vuole essere colmata, e otterrete una clientela che vuole “la pubblicità sui Social Media” basata sul dettame “Minimo Sforzo, Minimo investimento, Massima resa” (e questo vale egualmente per le piccole/medie imprese che per le grandi imprese).
Se tutto questo bel mondo di comunicazione viene venduto come un “abracadabra” è ovvio che la gente si aspetti che sia tale, ed è ovvio che:
A. Gente assetata di sangue pecuniario più di un Dracula in astinenza ci si butti a capofitto
B. Vengano create cose a caso che per lo più tendono ad essere di una bruttezza più unica che rara
C. Le aziende restino deluse da brutte esperienze, e di conseguenza bruciate, perdendo così delle buone possibilità.
D. Le aziende presentino richieste ASSURDE, perché (come ho detto) c’è talmente tanta disinformazione ed impreparazione da pensare che sia tutto un magheggio.
Ma non abbiate paura, miei piccoli lettori, perché quello di cui vi ho parlato è il lato più visibile e più brutto. Quello della Luce, quello di predica la FORZA.
Nel Lato Oscuro, si sta meglio.. non solo per i biscotti… c’è anche più figa.
Per questo ci sto pure io, che sto nell’ombra, e osservo da lontano.
2 commenti
  1. Fantastica seconda parte, degnissima compagna della prima.
    Complimenti a tutti per la perfidia dimostrata, per un istante il cielo qui sopra si è fatto scuro, mentre leggevo.
    Assai difficile, se non impossibile, fare un nome. Ma se proprio devo:

    1. SteekHutzee, il Male Puro. Un grande.

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