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#WBFMI e il fattore emozionale del marketing

A distanza di una settimana dal #WBFMI World of Business Forum di Milano, a cui ho avuto il grande piacere di partecipare in qualità di blogger-invader, riordino gli appunti, le idee e le riflessioni.
Pur avendo seguito con entusiasmo i discorsi prettamente “business” di WOBI tra cui quelli sulle brand strategy, sull’organizzazione aziendale, sulle responsabilità morali e lavorative di un vero leader, mi rendo conto che a colpirmi veramente sono stati gli spunti sul marketing emozionale e sul processo creativo.
Mettere il cuore nel lavoro che svolgo è sempre stato una mia priorità, così come lo è sempre stato puntare a un marketing emozionale, creativo e partecipativo. Non a caso spiego sempre ai miei clienti l’importanza delle conversazioni online (ascolto, contatto diretto con utenti e customer) e dello storytelling (coinvolgimento, partecipazione). Come afferma Tom Peters è necessario non solo generare idee innovative ma anche “saper ispirare, rendere partecipe il nostro pubblico”.
Proverò a condensare in poche righe gli aspetti per me più interessanti sul marketing emozionale, evidenziati nel corso dell’evento: pensare in grande, creare un senso di partecipazione (storytelling e storysharing), essere “emozionali”, ascoltare e ispirare fiducia nel prossimo, generare buzz e comunicazione virale, generare e visualizzare continuamente nuove idee, avere il coraggio di sperimentare, riconoscere e accettare i propri limiti, trarre vantaggio e forza dalle crisi, non conformarsi al gruppo, stay focused and “be quiet” (Susan Cain), essere umili e pensare fuori dagli schemi, essere originali.
Tutti gli speaker sembrano essere stati d’accordo su un punto: è davvero possibile un’innovazione (e una rivoluzione) culturale partendo da un’idea. E non importa che questa idea sia stata generata in brainstorming collaborativi o in solitarie riflessioni. Non importa che siate estroversi o introversi. In un’epoca 2.0 in cui il bombardamento mediatico è all’ordine del giorno non basta più nemmeno essere “solo” originali. Quello che conta davvero, quello che vi rende DIFFERENTI, quello che vi farà emergere è l’engagement, il “fattore emozionale” del brand (Mauro Porcini).
Quindi al di là dello studio e delle strategie di marketing (da tenere comunque sempre presenti) siate sinceri, siate spontanei, imparate dai vostri errori, rischiate e mettetevi in gioco.
Non abbiate paura di RACCONTARVI. Le vostre idee, se veramente originali e innovative, arriveranno dritte al cuore della gente, sorprenderanno, resteranno impresse, stimoleranno conversazioni e passaparola. Provare per credere!
Ivana De Innocentis (Brands Invader)
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