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I 5 cambiamenti social che spero di vedere nel 2014 (#socialsfogo di gennaio)

Prendendo ispirazione da un articolo di Mashable ho deciso di lanciarmi in un elenco dei 5 cambiamenti social che spero di vedere nel 2014, curiosissima di avere vostri feedback in proposito. Ovviamente qua e là sono inclusi sfoghi social personali che non vedevo l’ora di mettere per iscritto… buona lettura! E buon inizio 2014 all’insegna dello sfogo e del cambiamento!
1. Sì al rischio e alla sperimentazione
Non si può certo dire che l’Italia sia un paese dalle larghe vedute da un punto di vista del web 2.0 e della comunicazione social. Per carità, le idee brillanti, originali e anticonvenzionali ce ne sono a palate per fortuna, quello che manca un po’ è il coraggio di osare, di proporre ai clienti qualcosa di nuovo o di lanciarci noi stessi in nuovi esperimenti e nuovi canali.
Se non siamo noi i primi a proporre una ventata di cambiamenti come possiamo pensare che la mentalità generale possa cambiare? Ricordo ancora quando, appena sbarcato Pinterest in Italia, proposi a un cliente nel settore turistico di aprire subito un account (sarebbe stato il primo hotel in Italia ad averla) e di lanciare lì un contest fotografico. Idea tristemente bocciata… ma almeno ho tentato!
Insomma… basta percorrere strade sicure e già spianate, la vogliamo portare o no un po’ di aria di innovazione in questo mondo social?
2. Meno fuffa, più sostanza
Vorrei sapere chi ha detto che per alimentare e far decollare un blog o un canale social bisogna puntare alla quantità, a un numero spropositato di post, tweet e commenti settimanali. Vi prego portatemelo, ci devo scambiare due chiacchiere poco amichevoli.
Tutte queste regole e consigli sull’abbondanza dei contenuti (spesso unite a una già diffusa tendenza alla fuffa) hanno generato una generale ansia da prestazione. Drammatica conseguenza di tutto questo un’ondata di contenuti futili, inutili, banali, assolutamente privi di sostanza.
Scrivete meno e scrivete meglio, rileggete quello che avete scritto e chiedetevi se è davvero interessante e soprattutto necessario.

3. Basta prendersi troppo sul serio (e fatevela una risata!)
Cari utenti seriosi, che intervenite sempre al momento giusto, con il vostro tweet e commento perfettino, poco inclini all’ironia e all’aspetto più frivolo dei social network… francamente avete proprio rotto. Lasciatevi andare, siate voi stessi ma soprattutto… e fatevela una risata! I social sono già pieni zeppi di fashion blogger vanitose, giornalisti arroganti, twitstar altezzose e mille persone che si prendono troppo sul serio. E il problema non riguarda solo i profili privati. Provate anche professionalmente (ovvio, quando possibile) a tentare un approccio più umano.
Ricordo una volta che con un profilo aziendale di una struttura turistica ho dato il via su Twitter a una serie di aneddoti divertenti riguardanti “gli anni ‘80 al mare”. Non avete idea di quanto la gente abbia apprezzato e partecipato, mezz’ora di buonumore generale che ha divertito me e migliorato la percezione del brand.
 
4. Meno egocentrismo e social buonismo
 Come avrete capito anche nel 2014 voglio portare avanti la mia campagna contro il social buonismo. Sarà che durante le vacanze di Natale il livello zuccheroso dei canali social ha raggiunto livelli diabetici ma ho l’impressione che la situazione non stia affatto migliorando, anzi. La mia lotta è probabilmente persa già in partenza ma come buon proposito del 2014 vi invito a tirare fuori le unghie, ad avere un approccio più critico ma costruttivo, a smetterla di nascondere il vostro lato cinico e vulnerabile e, soprattutto, provare ogni tanto a ignorare il giudizio altrui.
E poi vi prego basta parlare sempre e solo di voi, non se ne può più di profili e blog pieni zeppi solo di cazzi vostri e del vostro mondo. Sempre io, io, io, articoli che parlano solo di voi, foto che raccontano solo la vostra visione della vita, pochissima interazione con il prossimo. Avete presente la parola “network” accanto a “social”? Ecco, bravi, nel 2014 provate una volta per tutte a interrogarvi su quanto la avete ignorata finora.
5. Meno cazzeggio per tutti
Una volta un cliente passando dietro la mia scrivania mi fa, scherzando, “Ivà, e basta co sto Facebook, dillo che stai cazzeggiando!”.
Io ho risposto con sincerità: “come sai su Facebook ci lavoro… ma ogni tanto il cazzeggio ci scappa, diciamolo!”. Insomma, che lavoriate o meno con i social network dite la verità, quanto tempo passate a leggere post altrui, scrivere messaggini privati, scorrere tweet, postare (o semplicemente guardare) foto su Instagram e Tumblr?
Lo facciamo tutti e va anche bene così, in fondo è una giusta forma di confronto e di scambio di informazioni. Ma se proviamo a calcolare il tempo giornaliero o peggio ancora settimanale del nostro social cazzeggio, fidatevi di me, rischiamo di svenire. Perché non è solo tempo tolto al lavoro ma tolto a una pausa con i colleghi, a una boccata d’aria, a un sano scambio non virtuale di idee, a una telefonata, a una risata con i vicini di scrivania. Insomma, sì al cazzeggio ma con moderazione.
Naturalmente, come Mashable, avrei voluto sparare a zero anche sul foodporn, sui selfie e su altre irritanti tendenze di massa del 2013. Ho inoltre la certezza di aver tralasciato altri punti critici dei social ma per questa volta lascio a voi la parola e vi do appuntamento per il prossimo #socialsfogo Brands Invasion.
Ivana De Innocentis (Brands Invader) 
3 commenti
  1. Ciao Ivana! Condivido in pieno ciò che hai scritto, soprattutto i punti 1 – 2 – 4. Sperimentare è fondamentale e sono convinta che questo significhi trovare uno stile personale, senza rincorrere necessariamente le mode del momento. Di solito scrivo pochi post: preferisco occuparmi degli argomenti che sento più vicini ai miei interessi e competenze, senza assillo. E pazienza se i miei lettori sono e saranno pochi, ma il mio obiettivo non è ottenere tante condivisioni, piuttosto lanciare spunti di riflessione utili. Del resto, così come avviene offline, anche sui social c’è la tendenza a fare gruppo sempre tra i soliti noti, come se altri non possano dire nulla di altrettanto interessante e meritare risposta (su questo, però, dovremmo aprire un altro capitolo…). Quindi che dire? Coraggio, non sei sola! 😉

    • Ciao Chiara! Grazie innanzitutto per il feedback e i complimenti! Hai lanciato uno spunto che condivido in pieno e che trovo davvero interessante… in effetti verrebbe voglia di scriverci un altro #socialsfogo! 😀 Grazie anche per l’incoraggiamento, ne sono arrivati tanti e, credimi, fa davvero piacere! D’altronde le innovazioni si fanno insieme e più siamo e meglio è!

  2. Ciao Ivana, aspettavo questo post 🙂
    Direi ottimi propositi per questo 2014, senza il solito falso buonismo che pervade un po’ tutti (me compresa ogni tanto, tranne quando inizio a polemizzare).
    Già che ci sono:
    1.Appoggio quanto detto da Chiara in merito alle nicchie. Ormai sembra di parlare sempre e solo con le stesse persone e di non riuscire a rompere questo muro. Anche se una persona meno influente dovesse fare un post spettacolare oppure condividere una foto potenzialmente virale in quanto la vedrebbero? In quanto realmente la condividono?
    Oppure perchè non viene condivisa? Esistono veramente paura e invidia?
    Sì direi di scriverci un bel post!
    2.Aggiungiamo all’elenco: meno stelline e più share!
    Ho racimolato un numero infinito di stelline che potrei riempire il cielo di Milano nelle serate uggiose e superano di gran numero le condivisioni.
    Forse qualcuno non ha capito che le stelline non sono i like di facebook? E che condividere un contenuto vincente dà la possibilità ad altri di leggere finalmente qualcosa di interessante?
    E ovviamente mi ricollego al punto uno continuando a chiedermi: perchè?
    Che ne pensi?

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