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#AReasonToHireMe: un approccio creativo al Job Seeking!

Nel nostro universo digitale, quello dell’overflow di informazioni, delle maratone social(i) e delle scalate ipertestuali, acquisire visibilità è un obiettivo palesemente difficile – roba quasi d’elite. Se poi la necessità di esporsi è collegata a un ben più importante bisogno, quello di trovare un lavoro… beh, la cosa si fa decisamente complicata.
Volendo discostarsi per un momento dall’utilizzo di un’accurata strategia di online marketing, cosa potrebbe fare la differenza? Semplice (e forse ovvio), un buon contenuto. Qualcosa di creativo e accattivante, magari ironico e abbastanza divertente.
E’ partendo da questo presupposto che ho deciso di trovare una via alternativa e creativa per promuovere me stesso.
Così è nato il progetto #AReasonToHireMe – letteralmente, una ragione per assumermi. Anzi, tante ragioni: ognuna ben sistemata, a caratteri cubitali, all’interno di un “banner” dallo sfondo cinematografico.

 

#AReasonToHireMe nasce un po’ come un esperimento: ogni visual vuole essere un sintetico e irriverente sostituto alla classica lettera di presentazione da allegare al proprio CV, che in questo modo diventa un elemento leggero, condivisibile, social-ready, e con il dna di un meme.
Potrebbe essere poco, ma forse è più che abbastanza.
Al di là dell’eventuale qualità degli elaborati, il vero valore aggiunto è la diversità alla base dell’idea – e non parlo nemmeno di originalità, considerando che questo progetto non è né il primo né sarà l’ultimo del suo genere (di bei casi, pure in grande stile, se ne son visti tanti!). La voglia di diversificarsi, ma ancor prima la capacità di esserlo, è una delle chiavi per fare capolino dal marasma della rete. Ed è forse questo il messaggio più importante che mi interessa sottolineare e ricordare.
Di “reason” ne ho create cinque. Inizialmente avevo previsto di farne meno ma il successo riscosso dal primo test di pubblicazione, avvenuto sulla mia timida timeline in blu, mi ha spinto a ragionare sul prossimo quintetto. Sapete come vanno a finire queste cose: si mostra un contenuto, piace, aumentano i like, arrivano le richieste, le proposte e via così.
Fortunatamente, dico io – non ci conto mai troppo!
Ad ogni modo ho scelto di dedicarne una proprio a Brands Invasion, e ho deciso di mostrarvela in anteprima (esclusiva, eh!) proprio qui 🙂 Spero vi piaccia, e spero che la mia piccola iniziativa – come questo post – possa fornirvi qualche genere di ispirazione, spunto, aiuto o anche semplicemente strapparvi un sorriso!

 

Per tutte le prossime pubblicazioni vi consiglio di tenere d’occhio la board di Pinterest dedicata al progetto.
P.S. Quasi dimenticavo: nel pieno spirito della condivisione sentitevi liberissimi di utilizzare i banner per promuovere voi stessi, di pubblicarli sui vostri social preferiti, sulle board e/o sul vostro blog – In questo ultimo caso vi chiedo solo di linkare la fonte (@pointofg) 🙂
Gabriele Ciufo aka @pointofg  (guest blogger) 
2 commenti
  1. La tua idea, oltre ad essere molto creativa, ha quel pizzico di fantasia ed estro che manca al mondo, sempre più spento, della ricerca di lavoro. Credo (e voglio credere sempre) che le buone idee ci salveranno dallo scempio della depersonalizzazione legata ai curriculum europei ed all’approccio old style delle aziende italiane che vogliono api operaie, non persone.
    Questo progetto ha la forza per dimostrare il contrario, chissà che i nuovi responsabili del reclutamento personale se ne accorgano:
    EHI GENTE, sulla Terra c’è VITA, ve n’eravate accorti?!

    Spero proprio di si.

    • Grazie del commento e soprattutto dell’apprezzamento!

      Come si è ben capito sono un fermo sostenitore della teoria in questione e come te nutro forti speranze in una visione moderna e cosciente da parte dei nuovi recruiter.

      Io il mio piccolo test l’ho fatto (o meglio, avviato), spero di poterne verificare presto gli effetti 😉

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