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Tag.Maledizione (#socialsfogo di marzo)

Il mio personale social sfogo é tutto dedicato ai Tag. Sapete cosa sono vero? Sono sicuro che la maggior parte del popolo Social li conosce, e la maggior parte li usa male, e la maggior parte di questi ultimi sono miei contatti.
Il Tag é quello strumento messo a disposizione da alcuni social network per ‘citare’ qualcuno in un commento, in una foto o in un post. Questo fa sì che la persona chiamata in causa si accorga di essere taggata e visualizzi la citazione stessa.
Bene, questa è una specie di spiegazione tecnica.
Ora immaginate le seguenti situazioni: Vai in vacanza e finisci una scheda da 7 terabyte di paesaggi lunari. Le carichi tutte su Facebook (non sei in quadro già solo per questo) e mi tagghi. Su tutte. La mia bacheca è piena delle tue opere fotografiche, tra le quali affiorano, quasi a stento i post che io pubblichi. La bacheca é tua, non più mia, e io soffrirò di crisi di identità maledicendo te e le vacanze sulla luna. Maledizione.
Apri una nuova attività, apri la tua bella Pagina Fan. Bravo. Un bar karaoke fashion. Complimenti. Però non mi taggare sulla faccia di “Mario Merelli, The Voice dell’Agro Pontino”. Anche lui finisce sulla mia bacheca tra i paesaggi lunari. La cosa si fa inquietante, Mario Merelli e paesaggi lunari! (PS: non mi taggare nemmeno in quei ‘depliant’ fatti coi copia&incolla di cantanti italiani e testi in carattere Mistral. Maledizione.)
Hai organizzato un corso di nuoto, parto in acqua per gestanti, partecipando al quale si può vince un viaggio aereo. E mi taggi. Ho paura dell’aereo, ho paura dell’acqua e non sono incinto. “Eh ma magari tua moglie…” “Eh ma magari no. Maledizione.” (é un botta e risposta, io sono il secondo virgolettato).
Una sola frase pochi Tag, ma efficaci. Usati perché conosciamo le persone che taggiamo… non è per “far girare la voce”, ma per informare qualcuno di qualcosa che può interessare davvero a lui, o fargli vedere una foto in cui é presente. Quindi non taggare me, ma Mario Merelli, sulla sua foto.
Che poi taggerá me. Maledizione.

 

Massimo Benedetti (Storyteller / Guest Blogger)
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