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Usiamo i social per un uso socialmente utile: diffondiamo la petizione per difendere l’epayment

Mi capita di frequente di scoprire grazie a internet e ai social network petizioni interessanti. Di recente mi sono imbattuta su Twitter in quella lanciata da Waroncash.org, il primo sito italiano per l’informazione sui pagamenti elettronici.
La petizione ha l’obiettivo di evitare che l’unione europea tagli eccessivamente le commissioni per i pagamenti con carta. L’epayment ha un costo, che è giusto sostenere perché in cambio ti offre sicurezza, praticità velocità e molto altro. Quello che spesso ignoriamo, tra l’altro, è che il contante costa tantissimo alla collettività: tra costi strutturali e costi sociali, l’Italia spende oltre 10mld di euro l’anno per la gestione del cash. L’iniziativa della Commissione Europea potrebbe produrre l’effetto contrario: incentivare il pagamento in moneta, affossando quello elettronico.
Da grande viaggiatrice quale sono ho sempre creduto nel “cashless”: la comodità e la praticità del pagamento con la carta di credito mi ha permesso di viaggiare molto più a cuor leggero, evitando il trasporto (spesso anche pericoloso) di grandi quantità di contanti. Sono quindi una grande sostenitrice dell’epayment e mi stupisce come in Italia ancora si faccia fatica a far capire il valore di pagamenti più pratici.
Mi è capitato diverse volte di imbattermi in conversazioni di stranieri in Italia indignati dallo scarso utilizzo, all’interno degli esercizi commerciali o di grandi catene di negozi, del pagamento con carte di credito e, naturalmente, delle lunghe file alle casse.
Secondo una ricerca dell’Associazione bancaria italiana (ABI), attraverso il maggior utilizzo delle carte di pagamento – bancomat, carte di credito e prepagate – si potrebbero recuperare fino a 40 miliardi di euro, pari a 2 punti di PIL, sottraendoli all’economia sommersa.
Insomma, il mio è un invito non solo a firmare e a tenere d’occhio belle iniziative come queste ma anche di fare, quando possibile, un utilizzo “socialmente utile” dei social network. Io ho firmato, invito tutti a fare altrettanto.

 

Ivana De Innocentis (Founder Brands Invasion)
1 commento
  1. non credo di aver capito. Se le commissioni vengono tagliate vuol dire che la gente è più invogliata ad usare la carta di credito, rispetto a quel che succede ora, quindi dovrebbe essere una cosa positiva. Nell’articolo invece sembra essere scritto il contrario …
    Comunque fate voi, io non ho neanche il conto in banca e ne farò a meno finchè mi sarà possibile, non ho intenzione di regalare soldi alle banche senza avere nessun interesse (a differena della posta dove ogni anno una cinquantina di interessi mi escono, e ho zero costi!!!!) e spero di poter pagare in contanti fino alla fine dei miei giorni, per me è molto più comodo così e non sopporto al supermercato quando la gente paga col bancomat, le code si allungano perchè c’è sempre qualche problema, e non sono la prima a dirlo …. Ed è ridicolo chi paga al supermercato 2 euro con la carta di credito, è più quel che paga di commissione che altro, hanno soldi da sprecare … pagando in contanti e facendo il conto dei costi risparmiati (commissioni, costi di gestione del conto) sai quante altre cose uscirebbero? …………….

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