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Facebook, ti prego, non dire che lo fai per noi (#socialsfogo di aprile)

La notizia ha già fatto il giro del web in questi giorni: Facebook ha apportato alcune modifiche significative al News Feed.
L’update mira essenzialmente a penalizzare (a livello di visualizzazioni):
1) post in cui “si chiede esplicitamente ai lettori di cliccare mi piace, di commentare o di condividere”
2) pagine facebook in cui si ricondividono più volte gli stessi contenuti
3) lo spam e in particolare link ingannevoli che mirano a pagine dal contenuto diverso rispetto a quello mostrato

Non dimentichiamo poi altre due importanti recenti novità su Facebook: il nuovo layout grafico, che da maggiore visibilità alle inserzioni pubblicitarie, e l’arrivo dei immagini più grandi per i Facebook ads della colonna di destra.
Il nesso tra queste tre cose? Semplice: migliora i contenuti della tua fan page ma anche, e soprattutto, paga se vuoi essere visibile.
Lo spam non piace a nessuno e su questo siamo tutti d’accordo. E che i cambiamenti dei social network diano sempre più spazio a inserzioni a pagamento e aggiornamenti per le pagine aziendali è più che plausibile.
Quello che mi fa veramente sgranare gli occhi è il leggere che “Facebook lo fa per noi”.
E assistere a una passività collettiva nei confronti di queste azioni di puro marketing economico.
Mi sono imbattuta in tanti commenti sui social network in questi giorni. Tutti analizzano il fenomeno, spesso elogiano la scelta di Facebook di puntare a contenuti di qualità e a inserzioni a pagamento. Quasi nessuno che consideri i seguenti aspetti:
1) Pur essendo i Facebook Ads un buon modo per ottenere risultati in termini di brand awarneness ci siamo dimenticati che il community management può ugualmente portare, in questo senso, a risultati sorprendenti?
2) Facebook non lo fa per noi, Facebook sta percorrendo una strada sempre più di interesse economico in cui a volte a farne le spese sono proprio le interazioni, l’aspetto “umano” del social network. L’effetto vetrina pubblicitaria personalmente, pur parlando da social media manager, a me fa rabbrividire
3) Ma se Facebook va avanti con questa tendenza non sarà il caso ancora di più di guardarsi intorno? Da sempre professo che una buona strategia di social media marketing non dovrebbe puntare sempre ai soliti canali, basta! Non se ne può più.
Ma voi che avete studiato social media marketing ve lo siete scordato che esistono mille altre modi e canali per rendere una strategia di social media accattivante, funzionale e originale?
Ribadisco che non sto demonizzando Facebook. Ci lavoro e per tanti versi lo considero uno strumento prezioso. E non sto nemmeno colpevolizzando chi accoglie con gioia le recenti modifiche. Quello che mi fa davvero incazzare è la mancanza di senso critico, questa paura collettiva di esprimere un’opinione che può sembrare scomoda, fuori dal coro.
Non abbiate paura, fatevi avanti, sfogatevi anche voi!
E… guardatevi intorno!

 

Ivana De Innocentis (Founder & Community Manager Brands Invasion) 
6 commenti
  1. Sono convinta (e l’ho detto in altre sedi) che un webcso qualsiasi non dovrebbe dare soldi a Mark con questo sistema. Così come siamo contrari per l’assenza di qualità della compravendita dei “Mi piace” e della politica degli scambi, così dovremmo essere contrari a questo atteggiamento di Facebook. I motivi sono due:

    1) Con l’inserzione noi penalizziamo chi non ha budget per l’advertising, ma buoni contenuti.

    2) Con l’inserzione favoriamo un sistema che in ricerca non ci porta niente (io preferirei spenderli in Adwords…).

    • Grazie per la tua opinione, a cui tengo molto. Sul punto 1 sono assolutamente d’accordo, non è un caso che lavorando anche con clienti medio piccoli mi trovi a puntare soprattutto su attività di creazione di contenuti e community management, piuttosto che inserzioni. In generale non demonizzo gli ads a pagamento sui social network, sono infatti uno dei servizi che offro, ma mi batto nel mio piccolo per aprire gli occhi ai miei clienti verso altre forme di comunicazione. E spero che a capirlo siano anche i miei colleghi social, spesso passivi rispetto ai cambiamenti che ci vengono imposti. Vediamo cosa succederà in futuro e incrociamo le dita!

  2. Ciao Ivana,
    il tuo #socialsfogo è in linea con quanto ho appena commentato sul blog di Veronica Gentili. Oltre alla mia pagina, dove ordino e pubblico i miei lavori, gestisco altre pagine a livello amatoriale. Non ho guadagnato niente in termine economici da questa attività, solo al massimo in termini di visibilità e di fan con i quali è bello, proprio come nella vita offline, stabilire delle interazioni e avere uno scambio di opinione. La forza dei social alla fine è proprio questa: unire le persone permettendo loro di condividere passioni abbattendo il limite fisico della distanza. Ma i social sono anche delle società quotate in borsa. Devono guadagnarci, mi pare ovvio. Come fare allora a conciliare le due cose? Va bene l’introduzione delle pubblicità a pagamento. Sia quelle che compaiono nella colonnina a destra, sia quelle centrali che pubblicizzano le varie pagine. Trovo però sbagliato e scorretto limitare la visibilità dei post non a pagamento. Mi metto dalla parte di chi ha pianificato i post sulle pagine per renderli interessanti, ha interagito con i propri amici, ha postato all’interno dei vari gruppi, ha creato magari un blog, ha trovato altri follower su altri social e li ha poi portati su Facebook. Ecco, quest’attività fa bene alla piattaforma di re Zucchina, la rende di fatto viva ed interessante. Andrebbe premiata invece di essere limitata! E poi che brutto cambiare le carte in tavola! Facebook non doveva essere gratis (senza se e senza ma)? Ora capisco come mai alcuni professionisti che si occupano di SMM e che stimo molto su Facebook non ci sono più.
    Se avesse davvero gli attributi, otre che i soldi, sai cosa dovrebbe fare Mark per rilanciare il suo social? Dovrebbe togliere la funzione like. Ok, bomba sganciata, per ora il mio #socialsfogo può bastare.
    Simone

    • Ciao, mi scuso anche con te per il ritardo di risposta e ti ringrazio per la “bomba sganciata” che, credimi, fa sempre un immenso piacere. Fantastico come il tuo intervento sia un #socialsfogo nel #socialsfogo! Colgo quindi l’occasione anche per invitarti, qualora volessi contribuire in futuro con un guest post / sfogo per il blog Brands Invasion. Tornando al tuo commento… sono d’accordo su tutto! E ritengo che con la frase “Trovo però sbagliato e scorretto limitare la visibilità dei post non a pagamento” hai centrato uno dei problemi chiave (dal mio punto di vista). Per quanto riguarda la tua provocazione di togliere la funzione like dico solo che sarebbe così bello girare la tua provocazione a Mr Facebook. Solo per vedere che faccia farebbe 😀

  3. Ciao Ivana, bellissimo #socialsfogo, ma mi trova d’accordo solo al 90%. Che FacciaLibro faccia qualcosa per noi, non lo credo neanche io. E lì sono totalmente d’accordo con te. Tuttavia, non mescolerei le carte dell’advertising con quelle della visibilità organica.
    È vero: FB ormai fa pagare alle aziende anche l’aria che respirano. Da Marketing Manager di un’azienda, ti dico: perché no? In fin dei conti è tutta una questione di conto economico: fino a quando il costo per lead sarà più basso con FB userò FB, quando tornerà ad esserlo il volantinaggio per strada tornerò a stampare volantini, poi alla fine userò un uomo-sandwich, se sarà più efficace. Il marketing è per sua natura pragmatico, e in tutta questa faccenda io non vedo scandalo alcuno – e neanche tu, vedo, visto che al punto 3 dici più o meno la stessa cosa.
    La visibilità organica è altra cosa. Ed è disperatamente in calo, lo sappiamo tutti, con l’eccezione delle poche cose che ancora raccolgono like e shares in abbondanza. E qui casca l’asino. Perché raccogliere like e shares in modo truffaldino in un contesto di mercato ristretto in cui la torta della portata organica è sempre più piccola vuol dire eliminare del tutto chi gioca rispettando le regole. Come me e te. Per cui che ti dico? Ti dico che nonostante le “pessime” intenzioni di Zuck e la sua volontà di far quattrini con la sua invenzione (e vorrei vedere che fosse il contrario, in quel caso io direi che è uno sciocco, tu no?) questa mossa di limitare la visibilità dei bait-linking posts non riesco proprio a vederla in modo negativo. Sarò romantico io, ma la vedo così…

    • Fabio innanzitutto perdonami la risposta tardiva e grazie mille per il tuo approfondito e interessante punto di vista. Tu hai ragione, le regole del gioco Facebook cambiano e anche noi dobbiamo cambiare e adeguarci, traendo dallo strumento il massimo vantaggio in chiave di marketing promozionale. Come avrai intuito non sto meditando una fuga dal social network, anzi. Per lavoro ci passo il 20/30% della mia giornata (lasciando perdere la percentuale dedicata al cazzeggio, ma quella è un’altra cosa). In effetti non penso nemmeno che le intenzioni di Zuck fossero pessime, anzi. Quello che mi fa rabbia, come avrai capito, è che sarebbe salutare comunque accogliere questi cambiamenti sempre con fare critico. Anche io, fino forse all’arrivo (ci pensi?) dell’uomo sandwich continuerò a includere Facebook Pages e Facebook Ads nelle mie strategie. Ma mi sento di accogliere questa notizia senza troppi salti di gioia e, sempre, con il pensiero ad altri interessanti scenari e canali social. Insomma, a prescindere dal mio punto di vista, forse meno romantico e un pizzichino più cinico, penso che alla fine dei conti il risultato mio e tuo sia più o meno lo stesso ovvero… restiamo su Facebook. Ma incrociamo le dita.

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