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L’importanza di guardarsi intorno. E di non essere troppo social.

Tutto è iniziato ieri mattina: appena sveglia mi imbatto in questa foto e la pubblico sui miei canali privati, Facebook e Twitter:
La foto riceve qualche like e condivisione, un unico interessante commento / tweet: “Curioso questo tweet (social) che invita a non essere sempre social. Lo prendo come un tweet sofista alla Gorgia, del tipo: “io mento”.
È vero, comunicare il bisogno di distogliere gli occhi da internet e dallo smartphone per ammirare un paesaggio mozzafiato ma farlo attraverso i canali social può sembrare una contraddizione. In realtà non credo lo sia, basta pensare che i diretti interessati siamo proprio noi, social media addicted.
Non so voi ma miliardi di volte mi sono auto-forzata ad abbassare il cellulare e ammirare quello che avevo davanti: un evento, un’opera d’arte, una paesaggio, un film. A volte ci riesco solo per poco, magari solo 10 minuti. Ovviamente il non saper resistere a lungo mi fa rabbia, ma la mia dipendenza è più forte e ogni volta, tranne rari casi, ci ricasco.
Ho già scritto un articolo sull’importanza di utilizzare i canali social per fare networking, di passare dal virtuale al reale, di far sì che i canali social siano solo un trampolino di lancio per rapporti VERI, magari poi duraturi, fruttuosi, consolidati, che possono sfociare in amicizie, conoscenze, collaborazioni, e, perché no, anche amori. I social media non sono la nostra vita, sono solo una bellissima, magari preziosa e irrinunciabile, componente di essa.
Ma quello che mi ha spinto a fare questa semplice foto è un’ulteriore riflessione: non sappiamo più fermarci a osservare.
Condividere sui social network le nostre esperienze e le nostre sensazioni è bellissimo ma, troppo spess,o diventa una priorità che ci distoglie dal resto. E diventa a volte addirittura l’unico canale su cui condividiamo “qualcosa” con gli altri.
Ci sono dei momenti speciali che dovremmo tenere per noi, godere a pieno. E basta.
Davanti a un tramonto, un piatto favoloso, una cena con un amico che non vedete da tanto, un film a cui aspettavate di assistere da una vita, un’occasione speciale o romantica forzatevi almeno ogni tanto a spegnere lo smartphone e a GUARDARE IN ALTO.
Provate anche a non parlare, non condividere, non pensare ad altre mille cose della vita quotidiana.
Semplicemente vivete il momento. Fatevelo per voi stessi.
Incredibile coincidenza (?) ieri pomeriggio mi imbatto poi in questo articolo di Mashable, http://mashable.com/2014/05/05/look-up-poem/?utm_cid=mash-com-fb-socmed-link, in cui si analizza questo splendido video:
Non è altro che un toccante poema di un uomo che si innamora di una donna che gli fornisce informazioni stradali e della loro storia d’amore priva dell’”ostacolo” dei social media. Ovviamente il video è un invito a “essere nel momento” (“be there in the moment”).
La mia adesione al messaggio del video è solo parziale. Inutile dirlo, amo il mio lavoro, amo il social media, amo condividere i miei momenti con gli altri attraverso un social network e, tranquilli, non ho nessuna intenzione di mollare.
Ma quando nello stesso giorno, in un periodo in cui già mi perdo come non mai nei particolari della vita intorno a me, mi lascio emozionare da quello che mi circonda e faccio sacrifici per avere nell’arco della settimana dei momenti “non social”, mi imbatto in una foto e in un video così… come faccio a non pensare che non si tratta di una coincidenza?
Comunque la pensiate, che siate d’accordo o meno, che pensiate o meno che sia ipocrita una riflessione così, fatta attraverso i canali social, non mi importa.
Quello che spero è di aver colpito almeno qualcuno di voi, lettori “social”.
Quello che spero è che dopo aver letto questo articolo ameno uno di voi, nell’arco di una giornata o di una settimana, si sia fermato a riflettere, abbia spento il telefono e abbia notato qualcosa di bello intorno a sé: un sorriso, un paesaggio, un dettaglio.
Come afferma il protagonista del video: “lasciate che quello che ci circonda costituisca la parte essenziale della nostra vita”.
Almeno una volta ogni tanto.
Ivana De Innocentis (Founder Brands Invasion) 
3 commenti
  1. Ciao!
    Hai proprio ragione, i social andrebbero dosati con cura durante la giornata e durante la nostra vita, nonostante ne facciano parte e si usino anche per lavoro. Di questo passo potremmo azzerare la datazione e farla ripartire con la sigla BS (Before Socialmedia)! Cominciamo invece a considerarli per quello che sono veramente: degli strumenti utili a conoscere nuove persone e a rimanere in contatto con esse, superando i limiti fisici della distanza geografica. Non facciamoli diventare i veicoli di una malattia psicologica(FOMO)!!!
    Simone

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