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I drammi quotidiani del social media “coso”- #SOCIALSFOGO

(che il cliente dovrebbe sapere… o peggio sa, ma non vuole comprende).
La pianificazione e le strategie sono tutto nel social media marketing, così come la programmazione dei contenuti e un piano editoriale di massima da seguire. Tutti noi ci siamo imbattuti in articoli riguardanti questo argomento, quali “10 utili consigli per organizzare il lavoro sui social media” o “E se i social media manager si ammalano”?.
Ma, per una volta, vogliamo parlare di tutte quelle difficoltà reali, tecniche, pratiche e soprattutto imprevedibili in cui incappiamo quotidianamente?
Non importa che siate un community manager, un social media specialist e un content manager: siamo tutti accomunati dallo stesso destino, quello delle tante imprevedibili disavventure lavorative quotidiane, che minano la nostra serenità, risultano di difficile comprensione per il cliente (o peggio, ne è proprio all’oscuro) e che ci fanno drammaticamente accumulare lavoro e ritardi?
Gli sfoghi-fiume privati tra social media specialist non bastano, è giunto il momento per un #socialsfogo pubblico.
Ecco quindi un elenco delle difficoltà quotidiane del social media marketing:

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  1. I social network “down” e o in manutenzione: quel momento drammatico in cui avevamo 10 tweet programmati o, peggio, un articolo o una campagna da lanciare o un live tweeting da fare.
    Esperienza personale: ricordo “con piacere” un evento importante a cui prese parte una startup per cui lavoravo e per cui avevo annunciato da tempo un live tweeting, per raccontare in tempo reale alla community i momenti salienti. Nel momento in cui il fouder salì sul palco arrivo il primo “Twitter Down” della mia storia da social media specialist. Mezz’ora di imprecazioni, un pomeriggio “perso” e una grande occasione di interazione e promozione del mio cliente andata in fumo. In quel caso era presente quindi non è stato difficile dimostrare la difficoltà tecnica.
  2. I social network (Facebook in particolare) che ci bannano e bloccano alcune funzioni. Come glielo spieghi al cliente che non hai fatto niente di male ma che l’account è stato sospeso o alcune azioni temporaneamente bloccate?
    Esperienza personale: oltre a vari misteriosi episodi su Facebook l’episodio più drammatico riguarda Twitter: gestivo il canale di un hotel di Roma, con una ottima presenza sul web, una discreta community e molte interazioni giornaliere. Da un giorno a un altro l’account viene bloccato: PANICO. Mai compreso il motivo di questo disastro: 2 settimane per sbloccare la situazione, dopo messaggi disperati e richieste di aiuto a forum e al servizio informazioni di Twitter. 2 settimane durante le quali il cliente, con delle promozioni in corso, è stato penalizzato. State certi che in questi casi il cliente può anche sapere che la colpa non è vostra ma il vostro lavoro ne risentirà in ogni caso.
  3. Le sparizioni misteriose: a quanti di voi sono spariti nel nulla tweet programmati con appositi tool di content management o post su Facebook?
    Esperienza personale: un’intera settimana di post programmati per la pagina Facebook di un mio cliente. Difficile spiegare il senso di rabbia e frustrazione di un simile evento, che solo la cancellazione della rubrica dal cellulare può superare.
  4. La difficile gestione dei social media da mobile. Se su Google Plus e Pinterest tutto sembra andare abbastanza liscio i canali più problematici sono senza dubbio Instagram, con l’odioso e lungo passaggio manuale da un account a un altro e Twitter, con la sparizione di tweet inviati dal pc (capita anche a voi?). Ma la vera dannazione in questo caso, indovinate un po’, è il nostro caro amico Facebook: impossibile ad esempio da mobile fare like a contenuti delle pagine aziendali che gestiamo.
  5. I mal funzionamenti, mai risolti, dei social media e dei tool: quante volte i tool vi hanno dato risultati parziali, difficoltà tecniche? E quante volte su Facebook siete letteralmente impazziti per menzionare qualcuno?
    Esperienza personale: senza avere alcun manuale ma con la sola capacità da smanettone che per un social media specialist rappresenta l’unica strada per sopravvivere ho scoperto con il tempo “come fregare Facebook” con piccoli trucchetti, purtroppo non sempre efficaci, per modificare post o inserire mention. Un giorno ci scriverò un articolo, promesso.
  6. La malattia: una buona parte dei social media specialist è freelance e quindi ovviamente non gli è concesso il lusso di ammalarsi. Ma quando siete moribondi, per quanto male possiate stare, non basterà mai quello che avete pianificato e programmato. Le interazioni della community e dei blog continuano ad arrivare, non esiste purtroppo un pulsante per disattivare le interazioni in caso di malattia.
    È quindi inevitabile che in quei giorni il lavoro dovete continuare a svolgerlo, con una lentezza incredibile ovviamente. E quando starete meglio starete comunque peggio perché avrete un mare di lavoro accumulato. Il cliente non lo capirà mai, statene certi.
  7. L’assenza di connessione: IL VERO DRAMMA. Parto subito con l’esperienza personale: avevo appena iniziato questo articolo quando mi accorgo che non ho il wifi in casa. Un tunnel buio di disperazione si materializza davanti ai miei occhi: di lì a poche ore scopro che il proprietario non aveva pagato una bolletta, non avendola mai ricevuta. 30 ore senza wi-fi… e cosa fai? Avverti tutti i clienti e gli amici? Il lavoro si rallenta e la settimana successiva, quando la connessione torna e rivedi la luce, si trasforma comunque in una corsa contro il tempo per recuperare il tempo perso.
    Caro cliente, ora capisci perché quando ti chiediamo un preventivo dovremmo aggiungere 200 euro al mese per il tempo perso indipendente dalla nostra volontà, le disavventure, i giorni di malattia, i problemi tecnici? E quando ci mandi 10 email al giorno ti chiedi mai quali e quante disavventure dobbiamo affrontare ogni giorno e perché ti rispondiamo con lieve ritardo?

     

    Ivana De Innocentis (Social Media Specialist)

     

    Photo credits: http://creative-jar.com/  http://www.richardjarrott.co.uk/

 

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