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I cinque social network più bizzarri della rete

Ogni volta che viene annunciato in pompa magna un nuovo social network o un nuovo motore di ricerca rimango sempre molto stupito di quanto la gente adori spendere male tempo e risorse. Che senso ha per un’azienda al giorno d’oggi, in un periodo in cui la spinta pioneristica della rete sta in parte scemando, seguire le orme di Google o Facebook?
Se Microsoft, con tutta la sua potenza di fuoco, non riesce a scalzare Google dalla sua posizione dominante nei motori di ricerca e Google stessa, nonostante ciò che vi dicono i social guru, non riesce a togliere Facebook dalla testa della gente, come può pensare un’azienda di alzarsi la mattina e dire “Sai cosa? Oggi creo un luogo virtuale in cui la gente si incontra!”
È come cercare di vincere una gara partendo un’ora dopo il semaforo verde.
C’è solo un modo per partecipare a questa gara fra cavie nel labirinto: specializzarsi.
Questo ha portato alla nascita di social network dedicati alle passioni più disparate, con risultati che confermano una teoria che porto avanti da molto tempo: internet è fondamentalmente un alimentatore di pazzie, feticismi, nevrosi e stramberie.
Perché quando sei l’unico del tuo paese che si mette la stagnola in testa per paura degli alieni, il dubbio di non essere normale magari ti viene, ma se vai su internet e scopri che di gente con la stagnola in testa ce ne sono 6 milioni, e qualcuno e perfino più complottista di te, improvvisamente tutto diventa normale come un social network in cui scambiarsi le ricette.
Ecco quindi una breve carrellata dei 5 social network più strani in cui mi sono imbattuto nel mio girovagare per la rete. Ammetto che selezionarli è stata dura, soprattutto perché ho cercato di non scavare troppo nei feticismi e nelle pulsioni sessuali, è pur sempre un blog rispettoso questo!
Positively Single

Positively single

Il nome potrebbe far pensare a un social network ricco di persone single dall’atteggiamento positivo, una sorta di grande gruppo di ascolto in cui chi è rimasto solo può trovare una voce amica e qualcosa di più, una di quelle cose che ti fanno dire “grazie internet!”.
Peccato che “positivo” in questo caso sia seguito da “alla sifilide”.
Positively Single è infatti il social network per le persone affette da una malattia sessualmente trasmissibile che cercano persone altrettanto malate per scambiarsi i virus come fossero figurine, fare il record mondiale di clamidia ed evitare di dover nascondere col fondotinta quella strana bolla nell’interno coscia.
Positively Single, e non dovrete più domandarvi perché prude!
My Free Implants

My Free Implants

In parole povere, il Kickstarter delle tette, in parole ancora più povere, un sito in grado di cancellare in 30 secondi anni e anni di lotte per il femminismo, mostrando un livello di dignità inferiore a un covo di spacciatori di crack di Los Angeles.
Su My Free Implants le donne possono infatti chiedere soldi ai mecenati che amano dalla terza in su, che possono così finanziare gli interventi di chirurgia estetica, in un fulgido esempio di accattonaggio 2.0.
Se fosse un sito che aiuta le donne con seri problemi a ritrovare una femminilità non ci sarebbe niente di male, ma il sito è fondamentalmente una gara di popolarità in cui le donne si sfidano postando o promettendo foto erotiche, filmati e proposte sessuali, mostrando poi orgogliose il frutto di mesi e mesi di umiliazioni.
Dall’altra parte, uomini con troppi soldi, troppo tempo a disposizione e una figura materna eccessivamente presente possono finalmente provare l’ebrezza del controllo, ricattando e finanziando queste povere criste come passanti che fanno ballare la scimmietta tirando delle monetine.
Questo social network è come un litigio fra nani vestiti da clown, sul momento ti scappa un po’ da ridere, poi ti viene la malinconia e preferiresti non averlo mai visto.
Ravelry

Ravelry

L’avreste mai detto che i maglioni fatti a mano da vostra nonna un giorno sarebbero diventati il pezzo più richiesto di una community che ogni giorno conta 900 nuovi iscritti?
Stranamente per la rete, Raverly non basa il proprio successo sul sesso, sulla possibilità di fare soldi o sul farsi i fatti altrui, anzi è una comunità molto tranquilla e amichevole dove ogni giorno centinaia di persone si scambiano consigli e schemi per la maglia e il cucito.
La cosa vi fa ridere? Beh pensate che il sito macina 3,6 milioni di pagine viste al giorno, per circa 200.000 utenti attivi ogni mese (ma gli iscritti sono più del doppio), che hanno accumulato la bellezza di 2 milioni e mezzo di progetti.
E voi quanto fate col vostro blog?
Quindi attenti la prossima volta che andate a trovare vostra nonna, potreste essere al cospetto di una celebrità della rete!
Line for Heaven

line for heaven

Beh mettiamola così, parlare col principale di questo sito non è più difficile di parlare direttamente con Zuckerberg, anzi, in giro per il mondo troverete sicuramente qualcuno disposto a farvi da tramite.
L’unica differenza è che se Facebook nasce per farvi avvicinare a persone che non vedono l’ora di sbattervi in faccia la foto del loro bambino appena nato o la triste vicenda di un cane in Spagna che è probabilmente già morto, Line for the heaven punta ad avvicinarvi a Dio, e per farlo vi invita a spedire la versione cristiana dei poke, le benedizioni.
Grazie alle benedizioni potete guadagnare punti karma, il cui scopo mi è ignoto, forse servono a prenotarsi un posto in Paradiso, o magari potete scambiarli con i gettoni che vengono usati lassù per la macchinetta del caffè.
The Bear Club
The Bear ClubNo, fermi, non è come sembra. The Bear Club parla veramente di orsi, anzi, orsetti.
The Bear Club è infatti un social network dedicato agli amanti degli orsetti di peluche e ai loro amici imbottiti. Potete creare un profilo per ogni orso, affiliarvi a determinati clan, postare le sue foto mentre è in vacanza con voi, scambiarvi consigli su mostre, fiere, raduni, tecniche di riparazione per quando il cane ve li squarta (sto inventando), comporre poesia partecipare a giochi a premi…
Beh a pensarci bene ere quasi meglio se aveva “l’altro” significato.
Lorenzo Fantoni (Brands Invader)
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