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#PoliticsTTT: la politica si fa social, il re è nudo e i posteri prendono tempo

Appunti a margine dell’evento #PoliticsTTT/Rm “Social Media e Comunicazione Politica organizzato da @SocialabTTT
Locandina PoliticstttLo si era annunciato, lo si è osservato e ora è tempo di fare un bilancio o almeno di formulare qualche riflessione: la politica italiana s’è fatta social! Alle elezioni 2013 (e soprattutto nell’annessa campagna elettorale) il fattore social ha avuto un’importanza senza precedenti! Politici, movimenti, giornalisti, opinionisti, comuni cittadini, tutti presenti su social media e social network per informare, informarsi e commentare, al punto che le dichiarazioni ufficiali dei leader politici sono passate per Twitter, le smentite da Facebook, le foto di gruppo su Instagram, le polemiche ovunque. C’è chi con i nuovi media e con le loro dinamiche interattive e quasi prive di censura si è trovato subito a proprio agio, chi ancora si sta chiedendo che cosa sia successo, chi ci si è buttato senza timore, chi in maniera goffa ma sincera, chi ha dissimulato confidenza, chi ha affidato tutto allo staff. D’ora in avanti, ne siamo sicuri, le analisi, da tutti i punti di vista, si sprecheranno: bisognerà capire che peso hanno avuto i social media sul voto, se saranno vettore di maggiore partecipazione, trasparenza e democrazia nella comunicazione politica o se, viceversa, sarà il web a dover cedere qualche libertà. Un fatto però è incontestabile: dal connubio social media e politica difficilmente si tornerà indietro!
E allora, all’indomani di tutta questa “rivoluzione”, come mancare a #PoliticsTTT, l’evento organizzato da SocialabTTT, dedicato proprio a Social Media e Comunicazione Politica, che si è svolto sabato (23 marzo) in contemporanea in 6 città italiane (Milano, Roma, Lecce, Genova, Bologna e Corato)? Conoscendo e apprezzando da tempo il lavoro di SocialabTTT, avendo partecipato a gennaio 2013 a Social Media ed Eventi (#socialTTT) e trattandosi di uno degli argomenti social più caldi e interessanti del momento, noi Invader (Ivana De Innocentis + Nicola Cicolin) abbiamo aderito all’evento romano, che si è svolto alla Città dell’Altra Economia, praticamente a scatola chiusa! Qualora avessimo avuto bisogno di ulteriori stimoli, dobbiamo ammettere che la scelta degli ospiti era senza dubbio particolarmente intrigante.
Stiamo parlando di Alessio Biancalana, @dottorblaster – Spaghetti Open Data, @spaghetti_folks – per il progetto #Twitantonio
Vincenzo Smaldore, @vsmaldore di Openpolis, @openpolis per il progetto Voi Siete Qui.
Aldo Benassi, @Aldo_Benassi, in compagnia di altri autori, di Acido Lattico, @AcidoLattico11
Alfonso Biondi, @AlfonsoBiondi di Lercio, @lercionotizie

Gli ospiti di PoliticsTTT/Rm

Nel primo caso, #Twitantonio, si tratta di un progetto che gli ideatori, Spaghetti Open Data, definiscono di civic hacking, una app che, in campagna elettorale, aggregava in un’unica pagina tutti i profili dei candidati alle elezioni politiche 2013. L’obiettivo era di facilitare, tramite Twitter, il contatto tra cittadini e politici, offrendo ai primi un comodo strumento per fare pressione e chiedere trasparenza alla politica. La pagina, che è stata chiusa immediatamente dopo le elezioni, riaprirà con la stessa logica, ma il nome cambiato in #OnTwitantonio, non appena sarà formato un nuovo governo, aggregando questa volta i profili dei membri del nuovo esecutivo.
Di chiedere maggiore trasparenza alla politica, sfruttando le potenzialità del web e del sapere diffuso e partecipativo, Openpolis se ne occupa da tempi non sospetti! Sono gli ideatori di Open Politici (la prima piattaforma contenente l’anagrafica completa di tutti i politici italiani), di Open Parlamento, con il quale hanno introdotto l’indice di presenza dei parlamentari italiani e addirittura un’indice di produttività (elaborato con la sorprendente collaborazione di ben 220 parlamentari!), e infine di Voi Siete Qui.
Quest’ultimo è uno strumento di orientamento applicato alle elezioni 2013, un test politico-elettorale composto da 25 domande utili a definire la propria posizione politica rispetto a quella espressa da liste elettorali, partiti e leader politici durante la campagna elettorale. Si risponde alle domande e ci si trova “mappati” all’interno di un grafico tra le posizioni ufficiali dei candidati (ora neo-eletti di maggioranza o meno). Se si riscontra qualche “sorpresa” nel risultato finale si può tornare alle domande e verificare punto per punto in che cosa la nostra posizione su una determinata questione si discosta da quella di un dato leader, partito o coalizione.
Per quanto riguarda Acido Lattico  e Lercio, siamo nel campo della satira 2.0. Acido Lattico nasce dalle ceneri del blog di Daniele Luttazzi. Quando, nel 2011, la “Palestra” di Luttazzi chiude, molti autori del blog si ritrovano su Facebook e decidono di dar vita a un nuovo collettivo satirico e visto che tutti provenivano dalla palestra… ecco l’Acido Lattico! Oltre alla pubblicazione di contenuti, il collettivo, forte della propria presenza su social media, è dedito al “liveblogging” satirico nel caso di grandi eventi “pop” come Sanremo e la puntata di Servizio Pubblico con ospite Berlusconi.
La mascotte / special guest di PoliticsTTT/Rm!Lercio, invece, che con Acido Lattico ha in comune molti autori, è una geniale e divertentissima parodia di una certa stampa sensazionalistica e pasticciona. Il modello/capro espiatorio è un noto free press, di cui Lercio storpia il nome e riprende layout e grafica. Anche in questo caso il ruolo dei social media è fondamentale, non solo per la diffusione dei contenuti, ma anche perché anch’essi sono spesso parte della parodia, come nel caso delle notizie false che retweet dopo retweet diventano vere!
Da una parte, dunque, avevamo degli “innovatori”, dei cittadini che hanno cercato e trovato il modo per sfruttare web e social media per chiedere trasparenza alla politica e per costringerla a un dialogo più diretto e sincero con gli elettori. Dall’altra la forma più antica di critica al potere, la satira, che, nel caso di Lercio, ha anche merito di prendere di mira il mondo dell’informazione, anch’esso, come la politica, in parte travolto dalla “rivoluzione” dei nuovi media. Aggiungete poi una platea di appassionati e professionisti del mondo social, un moderatore poliedrico e vivace come Andrea Carini e ne risulterà una discussione appassionata, partecipata e interessantissima. Per una cronaca dettagliata vi consiglio di ripercorrere il livetwitting di Brands Invasion, con l’hashtag ufficiale dell’evento #politicsttt/rm, a cura della nostra Invader Capo Ivana De Innocentis.
In questo post, invece, mi piacerebbe mettere in evidenza e ragionare, stimolando anche i commenti di coloro che ci leggono, su quello che a noi Invader è sembrato il cuore, il punto focale di #PoliticsTTT, ovvero capire, non tanto in che modo la politica può sfruttare i social media, quanto, se e come i social media possono cambiare la comunicazione politica e quindi il rapporto tra i cittadini e i propri rappresentanti.
Va subito precisato che tutti gli ospiti erano più o meno d’accordo nell’affermare che la corsa dei politici ai social è stata impressionante, la loro presenza è sensibilmente aumentata, ma la qualità della presenza ha nella maggior parte dei casi lasciato a desiderare soprattutto dal punto di vista delle interazioni, che sono poi la dinamica fondamentale che distingue i nuovi media da quelli tradizionali.
La sala di PoliticsTTT/RmSecondo Vincenzo Smaldore di Open Polis, ad esempio, l’approccio open data di stampo anglosassone è ancora lontano e la comunicazione politica, nonostante i social media, è rimasta per lo più unidirezionale e di tipo “aziendale”. Eppure Alessio Biancalana sottolinea che per molti utenti di #Twitantonio le risposte dei politici ai loro tweet hanno superato le aspettative. Per gli autori di Acido Lattico e Lercio d’altra parte il pubblico del web è probabilmente ancora legato a certe logiche “televisive”, quasi da reality show, per cui spesso vince la comunicazione più emozionale o aggressiva e non necessariamente quella più trasparente.
Insomma è cambiato poco o niente? Al contrario, sta cambiando tutto e il fatto che molti politici abbiano “sbagliato” comunicazione è, in un certo senso, la prova che sui nuovi media sono stati presi un po’ in contropiede. Il fatto poi che esattamente nel momento in cui la società pretende il rinnovamento della “casta” e un più serrato dialogo con i cittadini i nostri rappresentanti decidano di esporsi “socialmente”, significa riconoscere a questi mezzi di comunicazione la capacità di rinnovare almeno in parte l’immagine e forse la sostanza della politica.
Da cittadino e non da marketer, posso affermare che l’imbarazzo, o la paura, dei politici nell’approcciarsi ai social media non fa che parlar bene del mezzo.
Ma il web è davvero orizzontale, esiste la democrazia digitale, o è soltanto un’illusione? Come si possono valutare i benefici di mezzi che si basano sull’interazione se chi li utilizza si sottrae all’interazione stessa? E’ chiaro che i tempi non sono ancora maturi per trarre delle conclusioni. Con le elezioni 2013 abbiamo assistito a una specie di ballo delle debuttanti, tanta emozione, ma in un contesto che è rimasto rigidamente formale, probabilmente in futuro il confronto somiglierà di più a un ballo di fine anno e le dinamiche saranno ben diverse.
Chiacchere e Aperitivo JenuinoSe i social media, poi, siano in grado o meno di spostare voti, di far vincere o perdere le elezioni è sentenza che, per il momento, affidiamo ai posteri (sempre che, come titolerebbe Lercio, i posteri non prendano tempo!).
Come sostiene Vincenzo Smaldore, Open Polis, la credibilità sociale dei politici è diventata un punto cruciale e poiché questa credibilità si costruisce anche sul web, attraverso i social media e le interazioni, il mondo politico dovrà adeguarsi. Si adegueranno probabilmente gli uffici stampa, si adegueranno i responsabili della comunicazione, si acquisiranno nuove e più specifiche professionalità ma ci sarà bisogno anche di un salto culturale, di un cambio di mentalità da parte dei politici.
Voglio chiudere con una considerazione, una suggestione che mi ha colto, mentre, dopo l’evento, ci si raccoglieva attorno al buffet/aperitivo a km 0 come sempre, agli eventi di SocialabTTT, offerto dagli amici di Jenuino. Ho ripensato alla campagna elettorale, alle gaffe, ai tentativi di creare trend e contenuti virali, al curioso, zoppicante, quasi commovente, tentativo di farsi social dei nostri politici già in difficoltà, già in deficit di credibilità, e mi è venuto quasi da sorridere. Mi sono accorto che il re è nudo, ma la cosa imbarazzante (per il re s’intende!) è che è assolutamente convinto di portare almeno le mutande!
Per approfondire vi consigliamo le seguenti fonti/risorse online:
  • http://www.faicomeobama.it/ di Valerio Quatrano, vi segnaliamo il sito (da cui potete scaricare gratuitamente un’interessantissimo ebook “Come vincere le elezioni con Internet”) ma è presente praticamente in qualsiasi canale social!
  • http://republicandqueen.com/ anche in questo caso oltre ad interessantissimi articoli e post di approfondimento sull’argomento potete trovare un interessante e-book scaricabile gratuitamente “Political Network, la politica su social network”
Nicola Cicolin (Brands Invader) per l’articolo
Ivana De Innocentis (“Capo Invader”) per foto e livetwiting  
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