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Quattro consigli sul corporate blogging che speriamo non vi abbiano ancora dato

Corporate BloggingIl web è pieno di consigli su come fare del buon corporate blogging, su come gestire una pagina Facebook e come aumentare l’attenzione intorno al marchio di cui dovete parlare.
Quindi perché scrivere l’ennesimo elenco di consigli su ciò che dovete assolutamente fare?
Bella domanda, beh innanzitutto per vedere se riusciamo per un secondo a togliervi i panni dei top manager che sanno solo dare sterili consigli del tipo “programmate i vostri post” o “analizzate le metriche di analytics”, questo può dirvelo chiunque abbia letto un manuale di
social media marketing, ciò che vogliamo fare è andare qualche passo più in là.
Ovviamente non è nostra intenzione discendere su di voi con la verità in tasca per proclamarvi la verità assoluta sul corporate blogging, ma solo darvi qualche consiglio maturato sulla nostra esperienza.
Elaborate uno stile
La maggior parte degli articoli di corporate blogging sono niente più che lanci di agenzia leggermente più elaborati. Il tono è spesso asettico o fintamente amicale. L’emozione è la stessa dell’ascoltare una barzelletta vecchia raccontata dalla chiamata test di Skype.
Osate! Siate divertenti da leggere, anche se dovete parlare dell’efficienza di una turbina industriale, per quanto difficile possa essere. Cambiate prospettiva, siate ironici, senza essere ridicoli, alle informazioni tecniche ci penserà il resto del sito e il reparto commerciale,
l’obiettivo del blog è raccontare informando, quindi mettetevi nell’ordine di idee che ci vuole qualcosa di più di un comunicato stampa.
E soprattutto, staccatevi dal gergo tecnico che trabocca dalla rete come un veleno, superate la voglia di utilizzarlo per rendervi più autorevoli, insomma, parlate chiaro, i vostri lettori ve ne saranno grati.
Raccontate una storia
Dopo aver elaborato uno stile, il secondo passo di un corporate blogging più “umano” dovrebbe basarsi sul raccontare una storia. I blog sono un ottimo strumento per il racconto “a puntate”, perché non sfruttarlo?
Mettiamo che il vostro compito sia descrivere il lancio di una nuova turbina industriale (non so neanche se esista un oggetto del genere, a dire il vero), invece di parlare subito della turbina, snocciolando dati tecnici, parlate di quando vi siete messi intorno al tavolo per
progettarla, dei caffè e delle notti insonni che ci avete speso su, delle persone che ci hanno lavorato, insomma, raccontate una storia.
E se proprio non avete una lunga storia da raccontare, parlate del giorno per giorno, del vostro vissuto, gli aneddoti sono un potente strumento di socializzazione, da sempre. Ricordatevi che tutto ciò finirà sui social network, un luogo in cui farsi i fatti altrui è lo sport
principale.
Siate personali
Avete cambiato stile? Vi siete trovati una storia da raccontare? Ottimo, adesso fate un piccolo esperimento: prendete un argomento e parlatene in maniera impersonale, come se stesse capitando a qualcun altro, e poi parlate dello stesso argomento raccontando la vostra
impressione, facendo capire chi siete e qual è il vostro ruolo nella faccenda, mettendoci insomma la proverbiale faccia, e confrontate i risultati.
Scoprirete che, indipendentemente dall’argomento, dare un volto alle parole scritte sullo schermo aiuta l’empatia del lettore, e l’eventuale condivisione.
Cercate di farlo da subito, fin dal primo post del vostro blog, presentatevi, date a chi vi legge un volto di riferimento. Le persone vogliono parlare con altre persone, non con uno schermo asettico che vomita parole prive di emozioni.
Non scoraggiatevi
A volte, semplicemente, le cose non funzionano, e non è colpa di nessuno. A tutti piacerebbe gestire gli account sociali e la comunicazione di Coca Cola, ma spesso ci dobbiamo accontentare del ristorante della zona, e se i numeri non salgono quanto sperato, può capitare di scoraggiarsi.
Nonostante i vostri sforzi, non tutti gli argomenti posso essere espressi con successo con il corporate blogging, non tutte le storie sono interessanti, stiamo pur sempre parlando di aziende, non di scrittura creativa.
Fortunatamente non succede spesso, ma lo scarso successo dei vostri post è una possibilità da tenere sempre presente, soprattutto nei primi mesi. Ricordatevi che anche i blog più letti d’Italia sono partiti con una manciata di lettori.
Lorenzo Fantoni (Brands Invader)
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