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Gioie… anzi, dolori dei Social Media Specialist (SECONDA PARTE)

Eccoci qui, come promesso dopo una divertente prima parte vi presento una nuova invasione di sfoghi social in arrivo! Vi ricordo rapidamente il motivo dei nostri sfoghi: la scorsa settimana vi ho presentato infatti la figura del Social Media Specialist, le nostre/sue gioie ma, in particolare, i tormenti e le difficoltà di una professione assolutamente appagante ma a volte, diciamolo, un po’ frustrata e sottovalutata.
Vi presento allora, sempre condite da graffiante ironia (come è nello stile Invaders!), la seconda parte delle testimonianze di amici e social friends che hanno gentilmente e con grande disponibilità deciso di partecipare a questo (pazzo) post… grazie ancora a tutti voi!
Ivana De Innocentis (Social Media Specialist, Brands Invader “Capo”)

Social Media Manager da: manyfreshthings.com
Raccontatemi 5 situazioni o aneddoti negativi, catastrofici o tragicomici che vi sono capitati, in cui vi imbattete nel corso delle vostre attività social o qualsiasi cosa che riguardi la vostra professione e il vostro settore e che proprio non vi va giù.

 

Tommaso LippielloTommaso Lippiello (Bing Web Analyst & Founder of www.socialmedialife.it)
1) Come convincere un cliente che l’obiettivo principale (ergo l’indicatore di qualità) di un canale social non è tanto “voglio 1000 fan e 2000 follower” quanto ottimi contenuti, tanta interazione e una cerchia di utenti attivi. Per la serie “pochi ma buoni”!
2) Giornata tipo di un Social Media Specialist: Ore 9.00… nessuna notifica. Ore 9.10… nessuna notifica, ore 9.13… ancora nessuna notifica! Ore 9.14… come è possibile che non ci sia ancora nessuna notifica!!! Ore 9.15… SOS, la razza umana si è di sicuro estinta da circa 15 minuti!
3) Porno & Pope, ovvero il diavolo e l’acqua santa del Social Networking… entrambi vincenti tra le best queries. Sarà un caso?
4) I profili fake, su LinkedIn più che altrove, giusto per sapere come me la passo, mi fanno incazzare. Don’t worry, Social Media are not a Game, they are Job!
5) Sono sui Social Cosi, gestisco i Social Cosi, Scrivo di Social Cosi. Questo fa di me un Social Coso?
Ernesto CavazzaErnesto Cavazza – Copywriter e Social Media Specialist di The Markcom Group
1)  Della serie… ho vinto quaccheccosa?
Cliente: “Se su Twitter arriviamo a 1000 followers che succede? Si ottiene qualcosa?”
 2)  Della serie… chiedetemi tutto, ma non troppi soldi!
Cliente: “Voglio una pagina Facebook aziendale perché fare un sito mi costa troppo”.
3)   Della serie… volevo la luna!
Cliente: “L’azienda leader del mio settore ha più di 200.000 fans. La mia è una piccola realtà ma se gestite bene la pagina posso avvicinarmi a quei numeri? E in che tempi?”.
 4)  Della serie… per dormire, non conto più le pecore ma…
Di notte, il cliente entra col suo account e si “autopiace” tutti i post.
P.s. La tristezza attanaglia il mio cuore :-/
 5)  Della serie… chi fa da sé, fa per tre!
Cliente: “Fantastico, ottimi risultati! Ora ho capito come andrebbe gestita la pagina, con che tipo di contenuti e con che frequenza postare… grazie a te ho davvero capito molte cose, d’ora in poi cercherò di gestirla da me!”

Maria Silvia Sanna (cupofbrain)Maria Silvia Sanna (Campaign & community manager, Ebuzzing)
1) L’imbarazzo quando inviti i tuoi amici a mettere like su una pagina Facebook e loro lo fanno, per poi siglare l’avvenuto like con una frase in bacheca del tutto fuori luogo.
2) L’attesa quando per gestire le critiche degli utenti bisogna aspettare risposte dall’alto, che arrivano puntualmente dopo una settimana di caos.
3) Il disappunto quando vedi i tuoi consimili condividere contenuti di dubbio gusto perché bisognacreare viralità.
4) La noia quando vedi lo stesso meme social riciclato per l’ennesima volta.
5) La disperazione quando il cliente che ha lanciato la campagna social si preoccupa perché c’è gente che scrive sulla sua fanpage.

Andrea CariniAndrea Carini – Social Media Coso non meglio identificato
– Accompagno le aziende sul web… e a volte le riporto a casa – Sentimentalmente impegnato con Twitter dove mi trovate come @andreacreativo
Grazie Invaders per l’invito… anche se 5 punti sono forse troppo pochi 🙂
1) Come già letto nella prima parte di questa “inchiesta-verità”, che indaga su emozioni e patologiche quotidianità dei Social-professionisti, la cosa che sopporto meno è il prendersi troppo sul serio (non so se si era intuito). 😐 Non dico che si debba essere sempre e a tutti i costi “spiritosi o leggeri”, anzi, ma sicuramente spontanei e magari con un pizzico di modestia… poi l’autoironia è questione di carattere e di stile comunicativo. Lasciamo da parte il nostro ego e diamo spazio ai contenuti… se siamo bravi ce lo dirà la rete.
2) Odio quelle che qualcuno ha definito “lenzuolate” di #FollowFriday su Twitter. Non sopporto soprattutto chi menziona account nel #FollowFriday senza seguirli né in timeline né in lista e senza darne motivazione. Uso il #FF di rado e comunque per consigliare un account per volta (o account simili) ai followers, motivando il perché ritengo sia per loro (o una buona parte di loro) una risorsa utile e interessante.
3) Le professionalità sul web sembrano essere qualcosa di indefinito o indefinibile, dai nostri parenti prima di tutto ma spesso da coloro che credono di essere professionisti e per tali si “spacciano”. Non so se non sia chiaro neanche a loro o se usino questa alea per inserirsi in un mondo che oggi offre buone opportunità, certo è che quel che dicono di fare richiederebbe studio continuo e competenze più specifiche di “io è da una vita che sto su Facebook”. Ecco che da queste persone si possono apprendere le “best bad practices”(purtroppo in molti le apprendono e le fanno proprie) come inviare richieste di like a qualsiasi nuova pagina o invitare a eventi di qualsiasi tipo, e soprattutto in qualsiasi luogo, i propri “amici”  o i fan delle pagine da loro “amministrate” (ammesso che sappiano che esistono anche le pagine oltre ai profili personali) senza curarsi minimamente di quanto questo possa interessare e infastidire gli sventurati destinatari. Quando si dice virale!
4) Aneddoti:
  • Bello il sito però c’hai messo i tasti dei social network sotto ogni articolo ma te l’abbiamo detto che noi siamo solo su Facebook!
  • Abbiamo capito l’importanza di essere sui vari social network; perfetto attivali tutti!
  • Su Facebook possiamo cancellare i commenti? Non possiamo mica rispondere a tutti!
  • Cliente: cancella tutti “i nostri social” ma lascia quello Twitter; Io: perché? Non avete mai twittato niente; Cliente: sì ma c’è un sacco di gente che ci segue!
  • (…) allora attiva Facebook che così ci mettiamo i comunicati stampa.
  • Cliente: Ti puoi occupare tu dei social? Io: certo, ecco il preventivo. Cliente: ma perché, per questo ti fai pagare?
5) Quando chiedo amicizia su Facebook a persone che non mi conoscono motivo sempre la richiesta con un messaggio e altrettanto mi aspetto da chi chiede amicizia a me… peccato non succeda quasi mai.
P.S.: Vi prego, basta foto di quello che mangiate o dei vostri piedi… comicio a preferire i gattini!
Ignazio IuppaIgnazio Iuppa (Responsabile Marketing e Comunicazione, Legislazione Tecnica)
1. Quello che non vorrei più leggere? La “morte” prematura di qualche applicazione, media o servizio decretata da fantomatici guru della rete.
2. Una situazione in cui non mi vorrei mai trovare, invece, sarebbe la gestione di una crisi online. Quelle sì che sarebbero momenti da non augurare a nessuno. Perché tra la teoria e la pratica ci passa sempre un oceano no? Quando leggo di queste vicende rifletto su quanto le aziende siano sempre più esposte a problemi di gestione d’immagine e reputazione e di quanto ancora la maggior parte sia quasi impreparata a gestire queste situazioni.
3. I Promoted Post su Facebook. Ormai abbiamo capito tutti che Zuckerberg si sta leccando le ferite per l’IPO al di sotto delle sue aspettative e tenta di massimizzare ogni opportunità di guadagno, ma solo a me rode dover pagare affinché i miei post siano visibili a tutte le persone di cui ho già “conquistato” l’attenzione e la fiducia (magari a suon di ads)?
4. Chi ancora fa del ROI del Social Media Marketing l’El Dorado del settore sperando di racchiuderlo in una formula matematica precisa e definita.
5. La considerazione sul web come panacea di tutti i mali. In tutte le organizzazioni, nelle istituzioni, nella politica e nell’advertising a volte si legge di questa ruolo “salvifico” di internet senza riflettere di come esso sia sempre e solo un mezzo e i mezzi non sono né buoni né cattivi di per sé. Saranno le modalità d’uso, le culture e le abitudini di chi sta dietro a sancire il futuro benevolo o malevolo del web. E finirà come per tutti gli altri media nei quali il bene e il male sono compenetrati.

Maurizio CroceMaurizio Croce – Web Dev, SEO, Social Media, Non conventional communication – Marketing – @ www.creativ-ita.com
 1) Quando il Cliente sa meglio di te quanto vale il tuo lavoro e ti fa lui il prezzo, commentando magari con un “eh sai, io ho un amico di mio cugino che è un esperto, a quel punto andrei da lui che me lo fa anche a meno (e magari in nero)”
Di recente mi è capitato di fare un preventivo indicando anche un prezzo orario per l’eventuale assistenza telefonica, assistenza remota e quant’altro… mi è stato risposto “Così tanto?! Ma io che produco penne e gadget vari lavoro a 21 Euro all’ora!” Alla mia successiva affermazione “Ma quando vai da un dentista o chiami un idraulico, gli fai lo stesso discorso?”, la sua risposta è stata “Eh, ma non è la stessa cosa” … A meno che non sudiate, non vi sporchiate le mani, roviniate i vestiti o non rischiate la vita ogni 3X2, “non è mai la stessa cosa”, #sapevatelo.
2) Le persone per le quali, essendo a casa, non stai facendo nulla di importante e ti tengono 20 minuti al telefono per delle cagate pazzesche oppure ti chiedono “piccole cortesie” (formattargli il PC, configurargli la posta, cambiare l’header del loro sito, dargli qualche consiglio per Adwords, mentre sei in giro a far la spesa passa anche da zia a guardarle la lavastoviglie che fa un rumore strano…) poi, quando dici che stai attaccato al PC fino alle 2 di notte, ti insegnano “che nella vita c’è anche altro”…
 3) Il Klout… Non sono qui per spiegare cosa sia il Klout, ma mi fa sorridere come spesso se ne parli come uno dei peggiori mali della storia dei social media… Curiosamente però, un po’ come per quei politici che tutti detestano, non passa giorno in cui non se ne parli. Peraltro, molti di quelli che invitano a boicottare questo strumento, assegnano regolarmente i loro bei punticini ai loro amichetti di casta (cfr punto #4 di Michele MannucciL’autoreferenzialità della “casta degli influencer”).
 4) L’abilità con la quale l’Influencer / Twitstar di turno dimostra tutto il suo odio nel confronto delle convenzioni lessicali, tecniche e quant’altro sostenendo di essere un pirla qualunque… Poi però, non entrare nel merito del perché abbia un rapporto following / follower di 1:1000 o del perché abbia il tempo di chiederti di commentare un suo post, ma mai il tempo di leggerne o commentarne di tuoi.
 5) La ciliegina sulla torta:
 Questa e-mail è arrivata pochi giorni fa a un mio caro amico, anche lui professionista del settore:
Ciao, mi chiamo Andrea (nome di fantasia) e sono iscritto a Facebook con il mio nome, possiedo una e-mail personale,un sito Facebook del mio bar con il vecchio nome che è aperto su pagina dedicata a persone, con il nome vecchio del mio bar possiedo una e-mail ed infine con il nome nuovo del mio bar possiedo una e-mail. Vorrei tenere la mia e-mail personale,vorrei cancellare il mio sito facebook personale e riaprirlo nuovo creando da capo amici e foto,vorrei cancellare il sito facebook e la e-mail con il nome vecchio del mio bar ed infine vorrei aprire una pagina facebook aziendale per il nome nuovo del mio bar ma non vorrei spenderci soldi. Cosa mi consigli?
Credo si commenti da sé…
3 commenti
  1. Come ho avuto modo di leggere, sono in buona compagnia!

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