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Punti di vista: la pubblicità visibile solo ai bambini

Uno dei principi fondamentali della pubblicità è quello di riuscire a raggiungere la persona giusta, al momento giusto, nel posto giusto. Riuscire a farlo è il mantra di ogni copy, è per questo che se mettiamo il “mi piace” sulla pagina Facebook di un film di supereroi, poco dopo ci comparirà sul lato destro dello schermo la pubblicità di un cinema o di un negozio di fumetti, è per questo che quando cerchiamo qualcosa su Amazon, quello poco dopo ci manda la mail con altri prodotti simili che potrebbero piacerci.
Ma come fare una pubblicità su un argomento delicato come la violenza sui minori, cercando di parlare alle vittime?
Un’ottima idea l’hanno avuta quelli dell’ANAR, Aid to Children and Adolescents at Risk Foundation, un’associazione spagnola che si occupa di tutela e aiuto ai bambini e adolescenti a rischio, creando un cartellone pubblicitario che cambia il proprio messaggio in base al punto di vista.

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Il segreto di questa geniale trovata sta in una stampa lenticolare che ricopre l’immagine, che mostra immagini diverse in base al punto di vista, un po’ come accade in alcune cartoline buffe che si possono trovare in cartoleria.
Dunque, se la pubblicità viene tarata per dare immagini diverse ad altezze diverse, calcolando l’altezza media di un bambino di 10 anni, si può fargli arrivare un messaggio che un eventuale adulto che lo accompagna (e possibile aggressore) non può vedere.
Come infatti viene mostrato in questo video, di fronte al cartellone gli adulti vedranno solo un messaggio generico riguardante la violenza sui bambini, i più piccoli invece si troveranno di fronte a un’immagine molto più drammatica, e a un numero telefono a cui denunciare l’aggressore.

VIDEO: FUNDACIÓN ANAR. “ONLY FOR CHILDREN”

Idea senza dubbio geniale, soprattutto perché utilizzata a scopo benefico, che oltretutto impiega una tecnologia vecchissimo per un uso moderno e attuale.
La domanda che ci poniamo, a questo punto, è se qualche altra agenzia pubblicitaria inizierà a utilizzare la stampa lenticolare con scopi molto meno benefici, magari per comunicare direttamente ai bambini, illudendoli di aver creato una sorta di canale “segreto” tra loro e il marchio che taglia fuori i genitori. O se la vedremo in altri interessanti utilizzi, ad esempio, lungo la fiancata di un autobus, che può dare due differenti pubblicità se visto da sinistra verso destra o destra verso sinistra.
Voi che ne pensate? È giusto fare una pubblicità che coinvolga direttamente i minori maltrattati? È utile? Oppure è buona solo per far parlare di sé?
 Lorenzo Fantoni(Brands Invader)

 

(Photo courtesy: http://www.diyphotography.net)

 

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