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Strumenti 2.0 per cercare lavoro: funzionano davvero?

Con l’attuale situazione del mercato del lavoro, mandare curricula in giro ha la stessa utilità di lanciare dei semi per strada e sperare che crescano. Ormai per certi settori è fondamentale avere e coltivare una presenza online in cui si possa capire in un attimo chi siete, cosa fate, e se lo fate bene.
Need Work - Ninja MarketingUna volta bastava avere una pagina personale, e tutt’ora è un ottimo modo per farsi conoscere in rete, soprattutto se indicizzata come si deve, poi è arrivato Linkedin, e con lui la branca dei “social network professionali” in cui centinaia di manager, account, freelance, e umanità varia parlano, si scambiano curricula, idee e spunti, perennemente congelati in una sorta di aperitivo milanese post lavoro globale, con lo scopo di interessare uno dei tanti “cacciatori di teste” che hanno il compito di reclutare nuove leve per le aziende.
Ma non di solo Linkedin vive il professionista (anche perché, lo ammetto con estremo candore, io non ho mai conosciuto nessuno che ha trovato lavoro grazie a Linkedin, pur riconoscendogli la sua comodità come curriculum sempre online), il web offre un discreto numero di strumenti per farsi conoscere e mostrare il proprio lavoro.
Un modo carino per presentarsi può essere Visualize.me che,  pur non essendo un vero social network, si collega proprio a Linkedin, e permette di organizzare il proprio CV come un’infografica. Usarlo è molto semplice e veloce e può essere un interessante metodo alternativo per presentarsi in ambiti in cui l’ennesimo documento word viene accolto con sbuffi di noia.
Per quanto riguarda i social network propriamente detti, la situazione è molto simile a quelle delle agenzie di lavoro interinale: si somigliano un po’ tutti. Eravamo partiti con l’idea di creare una sorta di elenco, ma dopo lungo cercare, siamo arrivati alla conclusione che le differenze sono più grafiche che di contenuto, visto che spesso gli eventuali e annunci e opportunità si ripetono similarmente di social network in social network.
Abbiamo vagliato Xing, Jobzey, H2Biz, abbiamo dato un’occhiata anche al neonato Egomnia (start-up italiana), che ha ottime premesse, ma sembra molto focalizzato su chi ha curricula universitari e lavorativi già molto ricchi, ma il succo non cambia, si tratta pur sempre di mettere il proprio curriculum online e vagliare le offerte di lavoro.
Successo da I Love EngineeringUna buona idea potrebbe essere quella di capire realmente cosa cercate, e indirizzare la vostra ricerca verso le nicchie giuste.
Ad esempio, se siete nell’ambito illustrativo, sarà per voi molto più utile condividere il vostro portfolio su Behance, o Flickr o Pinterest.
E di nuovo, Linkedin può essere la cosa più inutile del mondo se non puntate a diventare CEO di qualche società, ma volete solo fare piccoli lavoretti, per i quali è nato l’italiano Sfinz, un nuovo punto di incontro fra domanda e offerta per lavori di vario genere, dal grafico al dog sitter, che vi consigliamo di tenere d’occhio.
Ecco forse la soluzione migliore può essere affidarsi non a social network professionali generici, ma a quelli maggiormente legati alla vostra passione. Il nostro consiglio comunque è molto semplice (ma molto complesso da realizzare con cura), scrivete con passione del vostro lavoro, condividete contenuti originali, e non siate l’ennesimo megafono di altri esperti di business o social media, siate pronti a cogliere l’occasione, siate pazienti, siate decisi, ma non insistenti, e se avete poco tempo da dedicare ai social network puntate ai più diffusi, come Twitter, Facebook o Linkedin, che sono comunque interconnessi.
I social network non sono la panacea di ogni male per quanto riguarda il mondo del lavoro, ma sono un ottimo modo per farsi conoscere e apprezzare, sempre che non facciate parte di quella razza di furbi che posta foto al mare mentre ha preso dei giorni di malattia.
Lorenzo Fantoni (Brands Invader)
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