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Dai social alla piazza: quando la rivoluzione si fa con falce e tablet

Pensateci bene. Fatto?
Pensare a cosa? Ai piccoli gesti quotidiani, da quando ci si sveglia e si controlla immediatamente facebook e le attività degli amici, a quando si pranza e si condivide il proprio pasto su Instagram con i vari follower, a quando si fa check-in-a a destra e a maca, fino a chi (profondo odio per loro) augura la buonanotte ai 2845 follower di Twitter.
Fatto?
Ora immaginate di tradurre queste vostre abitudinali pratiche in azioni, prima dell’avvento massicio delle relazioni social. Il buongiorno lo si dava nella piazza del paese e lì si verificava i vari “aggiornamenti di stato” degli amici e dei compaesani, il pranzo lo si condivideva fisicamente su grossi tavoli di legno massiccio, offrendo ai vicini il pane appena sfornato o le verdure raccolte la mattina in campagna, consapevoli che i vicini avrebbero ricambiato con del buon vino o con del delizioso cacio cavallo. Si rimarcava la propria presenza in un luogo lasciando i saluti, o impressionando i presenti con una battuta che sarebbe poi stata raccontata ai prossimi avventori. Ci si dava la buonanotte al bar della piazza, dopo le solite chiacchiere da “social”.

Non vi sto descrivendo il mondo del primo dopoguerra. No. Vi descrivo porzioni di mondo tutt’ora esistenti, ben più vicine a noi di quanto si possa pensare. E non scrivo di posti dove la cultura del digitale non è ancora sbocciata, anzi, ma di posti dove l’online si affianca all’offline in una meravigliosa armonia. Posti dove il tablet accompagna la falce durante quella che possiamo chiamare rivoluzione!
Tra questi posti, il mio preferito, ma che ne sono tanti, è il #CampDiGrano: ibrido perfetto, già dal titolo, di innovazione tecnologica e tradizione, dove l’hashtag si fonde all’immagine di un campo di grano color oro. Il #CampDiGrano è cocktail perfetto tra abitudini tipiche della società post-moderna e usanze di quella rurale. Il #CampDiGrano è una vetrina sul nostro futuro, dove le tecnologie vengono utilizzate sapientemente e i valori che i nostri nonni incarnano vengono tramandati alla generazione dei nativi digitali.
In sostanza il #CampDiGrano è quell’occasione che aspettavate, per carpire il valore intrinseco della parola social.
Dal 14 al 21 Luglio potrete vivere sulla vostra pelle (che sia quella digitale o l’epidermide che mamma vi ha fatto) la settimana di “alfabetizzazione e innovazione rurale” dove sperimentare questo ibrido tra falce (mietendo il grano a mano) e tablet (partecipando a workshop sulla stampa 3D, sull’architettura sostenibile e sul ruolo dei contadini digitali) e tra maestri della terra e guru della comunicazione, nella meravigliosa realtà di Caselle in Pittari, in Cilento. Il programma dettagliato lo potete trovare qui.
Il #CampDiGrano (da qui potete esplorare il sito) non può esistere però senza chi, come me l’anno passato, debba poi condividere e mostrare ciò che vissuto e appreso durante il Camp.
Per questo motivo hanno lanciato il nuovo contest per partecipare al #CampDiGrano che si chiuderà il 25 Giugno, alla ricerca dei nuovi 25 campisti, detti anche “porchiati”, che animeranno il #CampDiGrano 2013. La selezione verrà fatta in base alle motivazioni date e in base alla creatività dei candidati (io l’anno scorso mi candidai in questa maniera che a quanto pare fu molto apprezzata).
Lascio a voi e alla vostra curiosità scoprire cos’è il #CampDiGrano, o addirittura viverlo con la falce in una mano e il tablet nell’altra (non avete idea di quanto materiale tra twitter, facebook e Instagram fu generato l’anno scorso) mandando la vostra candidatura qui.
E se l’iniziativa vi ha incuriosito scoprite come essere #stickerati dal germe del cambiamento del #CampDiGrano!
Daniele Pignasmile Pignone (guest blogger Brands Invasion)

 

 

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