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Codoqu: Social Network dentro e fuori dal web

Da tempo, forse dagli albori di Linkedin (forse addirittura da prima), “profeti social” preconizzano il declino dei social “generalisti” e del loro più potente archetipo, Facebook, a favore di social network “specialisti”, costruiti cioè attorno a specifici interessi o scopi. Ovviamente, come ogni profezia che si rispetti, nasconde un messaggio forse più vero della predizione in senso stretto, ovvero: inutile cercare di competere con colossi come Facebook e Google Plus sul loro stesso terreno!
 Ecco allora proliferare, con alterne fortune, i diversi social network tematici che costruiscono community attorno a interessi particolari con risultati a volte bizzarri (ricordate il nostro precedente post?), a volte, molto interessanti, come nel caso di Codoqu. Si tratta in realtà di un social network ancora in via di sviluppo ma che ha immediatamente attirato la nostra attenzione per CHI lo sta portando avanti, per il CHE COSA, ma soprattutto per il PERCHĖ del progetto e il COME si intende realizzarlo.
Ma andiamo con ordine, il CHI. L’idea parte da 4 ragazzi italiani e sì, lo amettiamo, c’è un po’ di orgoglio nazionale nella simpatia con cui guardiamo a questo nuovo social ancora in fieri.
Non si può infatti non considerare che l’Italia non è la Silicon Valley e i nostri garage sono tradizionalmente adibiti al riposo delle automobili, non al coltivare innovazione. Ci vuole coraggio e probabilmente molta più caparbietà che nel resto del mondo per inseguire un buona idea nel nostro paese e in questo momento. Per questo i ragazzi di Codoqu si sono già guadagnati la nostra stima!
 Venendo al CHE COSA… Codoqu sta per CO-sa, Do-ve, QU-ando e si tratta di un “aggegatore sociale”, così lo definiscono i suoi ideatori, finalizzato alla divulgazione e condivisione di eventi e iniziative culturali, dai concerti ai flashmob, dalle mostre agli eventi di beneficenza. Non potendo ancora verificare le funzionalità della piattaforma (in via di sviluppo, è disponibile solo una pagina Welcome) ci troviamo in realtà a recensirne le intenzioni e trattenere la curiosità per un social network che si promette libero ed egualitario, dando visibilità anche e soprattutto a piccoli e piccolissimi eventi, con un sistema che stimoli interazioni che si traducano poi in azioni reali sul territorio e un layout fluido e reattivo.
E dovendo, appunto, recensire un’idea, era ovvio che ad attirare la nostra attenzione fosse il PERCHĖ di questa idea. “Come nasce Codoqu”, che apre la descrizione del progetto sul blog, è una sorta di manifesto del “socialismo” digitale dal volto umano. Si inizia con una critica al “potere”, Facebook, strumento dalle grandi potenzialità e dai grandi meriti (libertà di stampa e di pensiero) ma anche specchio di una società narcisistica che vede indeboliti i legami socali reali a favore di quelli virtuali. L’intenzione di Codoqu è quella di “restituire linfa vitale per le relazioni interpersonali e la comunicazione. Una linfa vitale fatta di cultura e di condivisione della conoscenza, incontro e di dialogo “reale” tra gli individui. Una rete sociale che direttamente dal web ti tira fuori dal mondo virtuale attraverso eventi sociali
COME rendere tutto questo reale? Con una campagna di crowdfunding, ovviamente, ovvero attraverso lo strumento di finanziamento più partecipativo possibile, con l’intento di raccogliere fondi ma anche di coinvolgere e costruire attorno al progetto una community attiva che contribuisca e ne stimoli lo sviluppo.
Insomma al di là dell’invettiva un po’ social populista a Facebook, mi piace pensare a Codoqu (non me ne vogliano gli ideatori) non tanto come a una rivoluzione del modo di fare social ma piuttosto come a un sano ritorno alle origini, a un legittimo bisogno di evitare l’autoreferenzialità del web per il web. I social network non sono un mondo parallelo, esistono come mezzi per comunicare e costruire relazioni che possono nascere in ambiente virtuale ma dovrebbero sempre tradursi nel mondo reale (altrimenti noi non saremmo qui a fare Social Media Marketing, peraltro!).
Il nostro augurio per Codoqu, per i suoi ideatori e sviluppatori, è che questo ritorno alle origni del social network si traduca presto in un ritorno al futuro!

Nicola Cicolin (Brands Invader)

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